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    October 22

    Pizzo Tre Signori

                                                                 PIZZO TRE SIGNORI

     

    DATI TECNICI

     

    Partenza            : ORNICA -  992  M.S.L.

    Arrivo                : PIZZO TRE SIGNORI – 2554 M.S.L.

    Tempo di salita : 4,30 Ore.

    Sentiero CAI      : 106.

    Difficoltà             : Escursionisti.

     

     

    Ed eccomi a raccontarvi un’altra di quelle storie dove fanno da protagonisti i paesaggi, la fatica e l’amicizia.

     

    Quella mattina ci siamo ritrovati per andare a saldare un vecchio conto, che per vari fattori, abbiamo  lasciato in sospeso l’anno scorso, IL PIZZO TRE SIGNORI.

     

    Il cielo di quella mattina d’Agosto non era limpidissimo, ma l’aria calda estiva era molto piacevole questa volta non c'erano scuse... i ragazzi hanno deciso…. Il Pizzo ha le ore contate.

     

    Il posto da dove attaccava il sentiero lo conoscevamo per bene, con questa salivano a tre le volte che tentavamo di fare nostra quella cima, e questa volta dovevamo riuscire, non c’erano più scuse.

     

    Conoscevo bene il sentiero, ma nonostante ciò restavo ancora incantato dalla bellezza della natura che cresceva ai piedi di quella montagna.

     

    Per tutto il primo tratto un ruscello ci accompagnava nel nostro commino, il paesaggio era  bellissimo e il corso d’acqua saltava e correva verso valle all’interno di un bosco rigoglioso , e i profumi e i suoni di quel posto investivano i miei sensi, il mondo caotico della città aveva lasciato il posto alla pace frenetica della natura.

     

    Dopo un po’ il bosco si apriva lasciando il posto ad un enorme pascolo rigoglioso, il sentiero spariva dentro quei prati che salivano verso la cima, il percorso da fare era ancora lungo, ma la voglia di andar su era tanta.. questa volta non c’erano  scuse.

     

    Il cielo nascondeva a volte il suo azzurro intenso dietro nuvole pacifiche e ogni tanto il vento procurava brividi di freddo, il passo era tranquillo e le chiacchiere si alternavano a momenti di silenzi, si procedeva senza nessuna fatica particolare, ma la cima era ancora lontana, le altre volte non siamo riusciti a raggiungere la vetta perché non riuscivamo a trovare la strada, ma questa volta avevo preso parecchie informazioni, non potevo sbagliarmi.

     

    Arrivati al bivio che spesso ci ha ingannato, ci fermiamo a cercare la strada giusta, e ci abbiamo messo un po’ di tempo, il sentiero non era ben segnalato, ma fortunatamente siamo riusciti a trovare il tracciato che ci avrebbe portato su.

     

    Da lì in poi non sapevamo cosa ci aspettava, tutto quello che avevamo fatto fin ora lo conoscevamo bene, ma da lì in poi sarebbe stato tutto una novità.

     

    Il paesaggio cambiò radicalmente aspetto, la vegetazione si fece sempre più rara e il paesaggio diventò prevalentemente roccioso, con un fascino molto particolare, una breve discesa ci fece perdere qualche metro di quota scendendo dentro un canale tra due pareti dove soffiava un vento che ha richiesto l’uso delle giacche a vento, pensare di essere ad agosto e avere pile e giacca a vento è davvero strano!

     

    Decidemmo di fermarci al passo di fronte a noi per riprendere un attimo le energie, la cima era ancora lontana e già camminavamo da diverse ore.

     

    La Sfinge, un ammasso roccioso che sporgeva dalle pareti del pizzo, ci guardava dall’alto mentre passavamo sotto di essa, la guardiana della montagna che ci da il benvenuto.

     

    Arrivammo al passo e davanti a noi una si apriva una valle con il Lago del Diavolo, lo spettacolo mozzafiato, le nuvole riflettevano le loro ombre sulle valli che scendevano verso il lago, le rocce colorate come coriandoli creavano un effetto unico, ecco cosa mi fa amare la natura, la sua capacità di stupirmi sempre.

     

    Cominciammo a salire verso la cima, il sentiero non era chiarissimo ma riuscimmo a seguirlo senza difficoltà, in alcuni tratti trovammo ancora della neve, la salita cominciava a farsi davvero dura, e le gambe cominciavano a reclamare un po’ di riposo... ma la cima era vicina, stavolta il Pizzo sarebbe stato nostro.

     

    L’ultimo pezzo è stato davvero massacrante, il tratto finale del sentiero era praticamente su roccia, per niente sicura e parecchio scivolosa a causa dell’acqua che veniva fuori da diversi punti, stringemmo i denti un altro po’ e poi finalmente le nostre scarpe camminavano sulla cima del TRE SIGNORI.

     

    Uno spettacolo meraviglioso, la cima con i suoi 2500 ci offriva uno spettacolo da lasciare senza fiato, davanti a noi un panorama vastissimo, noi… più in alto di tutti.

     

    Ci sedemmo con lo spettacolo di ciò che ci circondava e mangiammo i nostri meritati panini, felici di essere lassù, ci godevamo quel silenzio assoluto spezzato solo dal vento, ancora una volta, dopo tanta fatica ci gustavamo  il nostro premio, la cima della montagna era nostra, e ci godevamo tutto ciò che essa ci offriva.

     

    Dopo un po’ decidiamo di tornare giù, le forze erano ritornate e la pancia piena,gli occhi sazi da tanto spettacolo, ci rimettemmo gli zaini in spalla, i ragazzi raccoglievano le ultime cose e io mi cominciai a dirigere verso la discesa, ad un tratto un bellissimo stambecco sbucò dall’imbocco del sentiero.

     

    Chiamai i ragazzi dicendogli di fare piano, il vero signore del Pizzo era lì che ci guardava, maestoso con le sue lunghe corna ci guardava a meno di un paio di metri, un emozione unica, lo osservammo per un po’ e lui ci osservò, cercammo di fotografarlo nel modo più discreto possibile, ad un tratto con tutta la sua agilità e potenza scomparve sotto di noi.

     

    Un’emozione unica, una giornata favolosa, la fatica e dopo la conquista e l’amicizia di un gruppo d’amici che non si ferma mai, alla scoperta di una natura in grado di stupire, in fondo è lei la vera protagonista delle mie avventure.

    Comments (1)

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    Barbywrote:
    L'amicizia.. bel sentimento se si sa coltivare.... ciao
    Oct. 31

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