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July 29 Le foto più belle...Ho raccolto un pò di foto di tutte le camminate che nn vi ho raccontanto, perchè anche se il mio spirito da romanziere si è fermato, la mia voglia di camminare immerso nella natura nn si è fermata.
Ci sono le camminate fatte in quest'inverno, dove ho trascurato inesorablmente il mio blog, ma ho voglia di condividere le mie foto con chiunque abbia il desiderio di guardarle, anche per un'occhiata distratta.
I posto sono sempre magnifici e le persone che mi accompagnano speciali, ogni singolo posto, ogni singolo passo vale la pena di esser raccontanto e visto, magari faccio venire voglia di provare l'emozione di entrare nel cuore della natura, beh.. io sono sempre in cerca di compagnia...
Dalla prossima camminata prometto che cercherò di ritornare a scrivere e descrivere come facevo prima, così sarà come portarvi un pò con me... March 23 Giro Val CanzoiRaccontare, parlare, è molto difficile.
È sempre duro arrivare così vicino all'essenza della vita e poi, dopo, ritornare indietro e sentirsi imprigionati nelle strettoie del linguaggio completamente inadeguato a tradurre in simboli i concetti la totalità dell'esperienza vissuta. Un esperienza lunga e sofferta che mi ha permesso di capire una verità fondamentale: alla base di tutto, di ogni azione che l'uomo compie, dev'esserci sempre Amore." RENATO CASAROTTO, Oltre i venti del Nord "A chi mi chiede:
"Camminare per me significa entrare nella natura.
Ed è per questo che cammino lentamente, non corro quasi mai. La Natura per me non è un campo da ginnastica. Io vado per vedere, per sentire, con tutti i miei sensi. Così il mio spirito entra negli alberi, nel prato, nei fiori. Le alte montagne sono per me un sentimento" REINHOLD MESSNER "Sulla montagna sentiamo la gioia di vivere,
la commozione di sentirsi buoni e il sollievo di dimenticare le miserie terrene. Tutto questo perché siamo più vicini al cielo." EMILIO COMICI Con i valloni deserti,
con le gole tenebrose, con i crolli improvvisi di sassi, con le mille antichissime storie e tutte le altre cose che nessuno potrà dire mai..." DINO BUZZATI, Barnabo delle montagne ...Sono le grandi cattedrali della terra, "Troverai più nei boschi
"Nessuno può dire di aver sentito "Basta un colle, una vetta, una costa. October 22 Pizzo Tre SignoriPIZZO TRE SIGNORI
DATI TECNICI
Partenza : ORNICA - 992 M.S.L. Arrivo : PIZZO TRE SIGNORI – 2554 M.S.L. Tempo di salita : 4,30 Ore. Sentiero CAI : 106. Difficoltà : Escursionisti.
Ed eccomi a raccontarvi un’altra di quelle storie dove fanno da protagonisti i paesaggi, la fatica e l’amicizia.
Quella mattina ci siamo ritrovati per andare a saldare un vecchio conto, che per vari fattori, abbiamo lasciato in sospeso l’anno scorso, IL PIZZO TRE SIGNORI.
Il cielo di quella mattina d’Agosto non era limpidissimo, ma l’aria calda estiva era molto piacevole questa volta non c'erano scuse... i ragazzi hanno deciso…. Il Pizzo ha le ore contate.
Il posto da dove attaccava il sentiero lo conoscevamo per bene, con questa salivano a tre le volte che tentavamo di fare nostra quella cima, e questa volta dovevamo riuscire, non c’erano più scuse.
Conoscevo bene il sentiero, ma nonostante ciò restavo ancora incantato dalla bellezza della natura che cresceva ai piedi di quella montagna.
Per tutto il primo tratto un ruscello ci accompagnava nel nostro commino, il paesaggio era bellissimo e il corso d’acqua saltava e correva verso valle all’interno di un bosco rigoglioso , e i profumi e i suoni di quel posto investivano i miei sensi, il mondo caotico della città aveva lasciato il posto alla pace frenetica della natura.
Dopo un po’ il bosco si apriva lasciando il posto ad un enorme pascolo rigoglioso, il sentiero spariva dentro quei prati che salivano verso la cima, il percorso da fare era ancora lungo, ma la voglia di andar su era tanta.. questa volta non c’erano scuse.
Il cielo nascondeva a volte il suo azzurro intenso dietro nuvole pacifiche e ogni tanto il vento procurava brividi di freddo, il passo era tranquillo e le chiacchiere si alternavano a momenti di silenzi, si procedeva senza nessuna fatica particolare, ma la cima era ancora lontana, le altre volte non siamo riusciti a raggiungere la vetta perché non riuscivamo a trovare la strada, ma questa volta avevo preso parecchie informazioni, non potevo sbagliarmi.
Arrivati al bivio che spesso ci ha ingannato, ci fermiamo a cercare la strada giusta, e ci abbiamo messo un po’ di tempo, il sentiero non era ben segnalato, ma fortunatamente siamo riusciti a trovare il tracciato che ci avrebbe portato su.
Da lì in poi non sapevamo cosa ci aspettava, tutto quello che avevamo fatto fin ora lo conoscevamo bene, ma da lì in poi sarebbe stato tutto una novità.
Il paesaggio cambiò radicalmente aspetto, la vegetazione si fece sempre più rara e il paesaggio diventò prevalentemente roccioso, con un fascino molto particolare, una breve discesa ci fece perdere qualche metro di quota scendendo dentro un canale tra due pareti dove soffiava un vento che ha richiesto l’uso delle giacche a vento, pensare di essere ad agosto e avere pile e giacca a vento è davvero strano!
Decidemmo di fermarci al passo di fronte a noi per riprendere un attimo le energie, la cima era ancora lontana e già camminavamo da diverse ore.
La Sfinge, un ammasso roccioso che sporgeva dalle pareti del pizzo, ci guardava dall’alto mentre passavamo sotto di essa, la guardiana della montagna che ci da il benvenuto.
Arrivammo al passo e davanti a noi una si apriva una valle con il Lago del Diavolo, lo spettacolo mozzafiato, le nuvole riflettevano le loro ombre sulle valli che scendevano verso il lago, le rocce colorate come coriandoli creavano un effetto unico, ecco cosa mi fa amare la natura, la sua capacità di stupirmi sempre.
Cominciammo a salire verso la cima, il sentiero non era chiarissimo ma riuscimmo a seguirlo senza difficoltà, in alcuni tratti trovammo ancora della neve, la salita cominciava a farsi davvero dura, e le gambe cominciavano a reclamare un po’ di riposo... ma la cima era vicina, stavolta il Pizzo sarebbe stato nostro.
L’ultimo pezzo è stato davvero massacrante, il tratto finale del sentiero era praticamente su roccia, per niente sicura e parecchio scivolosa a causa dell’acqua che veniva fuori da diversi punti, stringemmo i denti un altro po’ e poi finalmente le nostre scarpe camminavano sulla cima del TRE SIGNORI.
Uno spettacolo meraviglioso, la cima con i suoi 2500 ci offriva uno spettacolo da lasciare senza fiato, davanti a noi un panorama vastissimo, noi… più in alto di tutti.
Ci sedemmo con lo spettacolo di ciò che ci circondava e mangiammo i nostri meritati panini, felici di essere lassù, ci godevamo quel silenzio assoluto spezzato solo dal vento, ancora una volta, dopo tanta fatica ci gustavamo il nostro premio, la cima della montagna era nostra, e ci godevamo tutto ciò che essa ci offriva.
Dopo un po’ decidiamo di tornare giù, le forze erano ritornate e la pancia piena,gli occhi sazi da tanto spettacolo, ci rimettemmo gli zaini in spalla, i ragazzi raccoglievano le ultime cose e io mi cominciai a dirigere verso la discesa, ad un tratto un bellissimo stambecco sbucò dall’imbocco del sentiero.
Chiamai i ragazzi dicendogli di fare piano, il vero signore del Pizzo era lì che ci guardava, maestoso con le sue lunghe corna ci guardava a meno di un paio di metri, un emozione unica, lo osservammo per un po’ e lui ci osservò, cercammo di fotografarlo nel modo più discreto possibile, ad un tratto con tutta la sua agilità e potenza scomparve sotto di noi.
Un’emozione unica, una giornata favolosa, la fatica e dopo la conquista e l’amicizia di un gruppo d’amici che non si ferma mai, alla scoperta di una natura in grado di stupire, in fondo è lei la vera protagonista delle mie avventure. August 27 Rifugio benigni 2007Rifugio Benigni.
Dati tecnici Partenza : Cusio - Curva Sciocc. Alt – 1500 msl Arrivo : Rifugio C. Benigni Alt – 2222 msl Sentiero CAI : 108 Difficoltà : Escursionistica Tempo di salita : 2: 00
Per me il rifugio del maltempo…….. Sono andato al rifugio Benigni ben due volte, e per 2 volte il maltempo mi ha accompagnato!
Le foto che metto per questa camminata, non sono state fatte tutte in un'unica escursione, il gruppo è stato costretto a dividersi per cause di forza maggiore, ma presto tornerò a raccontarvi di passeggiate con il gruppo al completo o quasi.
Una bella camminata accompagnata da un cielo che tratteneva la pioggia a stento, con un gruppo ridotto a me e Santi.
La mattina l’aria è sempre un pò fresca, soprattutto in montagna e quindi avevamo anche una certa fretta a cominciare a fare la nostra escursione. Il sentiero era come me lo ricordavo nella precedente escursione, facile e piacevole. Lo consiglio a chi vuole cimentarsi per la prima volta in quest’esperienza .
Andiamo su senza problemi, solo con l’augurio che le nuvole che tappezzano il cielo non decidono di mollare il loro carico proprio sulle nostre teste, ogni tanto però le nubi si spostano e lasciano dare una sbirciatina ai meravigliosi paesaggi che circonda la zona.
Arriviamo al rifugio prestissimo e decidiamo senza pensarci troppo di mettere da parte i nostri panini e gustare un piatto della tipica cucina del luogo, mettiamo a terra gli zaini e cerchiamo di godere del paesaggio, ma con scarsi risultati a causa di una nebbia dispettosa.
Visto che della vista non possiamo goderne, decidiamo di entrare in rifugio e far godere il palato, così ci mettiamo comodi e cominciamo a mangiare con gusto.
E poi la sorpresa…. La nebbia si alza e un branco di stambecchi attraversa lo spazio davanti al rifugio, ce ne sono tantissimi, molti di loro ancora cuccioli, lo spettacolo è bellissimo. Esco fuori per scattare qualche foto e osservarli più da vicino, vederli liberi correre nel loro habitat è davvero una sensazione unica.
Sul posto incontriamo anche un altro gruppo di ragazzi che hanno fatto la nostra escursione ma che vogliono prolungare fino alla non lontana Cima Piazzotti da dove si può ammirare una spettacolare vista sul lago di Trona.
Decidiamo di unirci a loro e c’incamminiamo verso la nuova meta, così tra un cielo indeciso tra il rimanere coperto o no, ci dirigiamo lungo il sentiero che ci porterà alla nostra nuova destinazione.
Per tutto il tratto innumerevoli stambecchi brucavano l’erba e correvano via al nostro passaggio, ho cercato di scattare più foto possibili di quelle splendide creature, ma non sempre riuscivo ad avvicinarmi abbastanza da poter fare una foto che desse loro giustizia.
Raggiunta la cima ci mettiamo comodi e godiamo di quella splendida vista, le nuvole si spostano un attimo e lasciano vedere parte di un paesaggio mozzafiato, i bacini d’acqua visti dall’alto spiccano con il loro colore azzurro tra il verde dei prati e vari colori della roccia, le cime più alte sono ancora innevate e la valle sottostante scompare dentro un bosco rigoglioso... davvero uno spettacolo.
Torniamo indietro, dirigendoci prima verso il rifugio, passando dal bellissimo lago Piazzotti prima nascosto dalla nebbia, e poi proseguiamo verso valle per concludere la nostra gira al solito primo bar per la rituale birra di fine giornata.
Un’altra splendida camminata, e ne ho ancora tante da raccontarvi, ma sono un po’ rimasto indietro, colpa della pigrizia che per fortuna non mi accompagna in montagna, ma prometto che presto metterò le foto mancanti e i racconti delle splendide camminate fatte, la voglia di condividere con chi legge queste righe le mie avventure è tanta, quasi al pari della mia voglia di stare sui monti.
Alla prossima….. July 26 Rifugio S. MarcoRifugio S. Marco.
Dati tecnici.Partenza: Averara – Alt. 650 m s.l.mArrivo: Rifugio S. Marco – Alt. 1830 m s.l.mSentiero CAI : 113Durata ore : 2:30Difficoltà : Escursionistica.Le gambe sono allo stremo,guardo avanti,stringo i pugni sugli spallacci dello zaino,come se potessi alleggerire quel peso.Abbasso la testa.Respiro.Il Gigante mi guarda,lì davanti a me,è imponente, sembra voler sfidare il cielo,ai suoi piedi boschi e vallateriveriscono tanta maestosità.Dalla sua cima guarda il mondo che corre freneticomentre tra le sue pietre il tempo si è fermato.I miei pensieri si confondono con il silenzio,il mio respiro diventa vento,il mio sudore acqua di ruscello.I passi si muovono verso la cima,gli occhi inseguono la viacercando la conquista.La stanchezza mi pervadegli spazi si dilatano.Nella mia testa la vetta,nel mio cuore il coraggiomi fondo con la natura.Dentro di mela quiete degli alberie l’impetuosità dei torrenti,la passione che bruciacome il calore del sole,la tenacia della pietra.Lo sguardo si perde negli spazila fiamma della faticache incendia i miei muscoli,annega nell’entusiasmo della conquistal’inebriante sensazione di muovere i miei passisul tetto del mondoPoi la cimae il mondo sotto di me.Salvo.
Questa volta non è il solito racconto, mi sono improvvisato poeta, e per questo chiedo scusa a chi poeta lo è davvero.
Il percorso fatto questa volta mi ha un po’ deluso perché il rifugio sorge accanto alla strada provinciale, quindi all’arrivo abbiamo trovato auto e tanta gente, cose da cui fuggo, quando vado in montagna.
Il tragitto che va da Averara fino alla diga è in ogni modo molto bello. Il mio consiglio per chi decide di fare questo percorso è di fermarsi al bacino artificiale e godersi lo spettacolo che esso offre.
Mi reputo molto fortunato a godere dell’amicizia che lega noi ragazzi. La meta ci ha un po’ deluso, ma insieme ci si diverte sempre.
Purtroppo non si ha sempre la possibilità d’essere tutti, ma il gruppo è sempre quello…. Ambro, Giasty, Santi, Simo ed io…. Sarò sempre grato per tutto ciò che mi hanno insegnato e per la loro amicizia e poi hanno davvero tanta pazienza… sempre lì ad aspettarmi e a farmi coraggio (a parte Giasty che mi prende in giro, ma tanto poi io mi vendico).
Alla prossima.
July 10 Rifugio GrassiRifugio Grassi
L’alba si affaccia all’orizzonte, il cielo comincia ad accendersi e un nuovo giorno inizia, sono già in cucina a finire gli ultimi preparativi, lo zaino è già davanti alla porta e la caffettiera finisce di brontolare sul fuoco. Riempio la tazza di liquido nero fumante e mi affaccio dal balcone. L’aria è fresca, il cielo limpido, da lontano si vedono le montagne, sorseggio il caffé, sorrido, svuoto la tazza e mi avvio. I ragazzi sono già sotto casa mia, ci salutiamo, carichiamo gli zaini in auto e ci mettiamo in marcia. La nostra meta è un’altra straordinaria avventura sui monti, dentro gli scenari incontaminati della natura. Arriviamo al paese da dove parte la nostra camminata, la giornata è splendida, il sole è caldo e nemmeno una nuvola osa sporcare l’azzurro del cielo. Parcheggiamo l’auto, prendiamo gli zaini e infiliamo le scarpe, cerchiamo l’imbocco del sentiero ma non riusciamo a trovarlo, davanti a noi solo una pista da sci, ma senza neve, un enorme prato si estende ripido scomparendo all’orizzonte, le alternative non sono molte, bisogna percorrerlo tutto fino ad arrivare su per poi imboccare il sentiero che ci porterà fino al rifugio. La salita si presenta subito dura, fare a ritroso una pista da sci è davvero faticoso, il fiato si gonfia e il silenzio precipita subito tra di noi, come partenza è un po’ dura, davanti a noi un’insolita luna mattutina ci dà coraggio e ci incita a raggiungerla.
Finalmente siamo su, lo spettacolo è mozzafiato, un enorme prato si estende a perdita d’occhio e davanti a noi, maestoso il Pizzo dei 3 Signori prova a toccare il cielo con la sua cresta ancora innevata, ai suoi piedi un fitto bosco contorna la valle giocando con le sfumature di verde delle diverse tipologie di vegetazione.
Troviamo il nostro sentiero e c'incamminiamo in direzione del rifugio, troviamo le prime indicazioni e apprendiamo che dalla meta ci separano ancora quasi 3 ore. Niente male direi, fortuna che la giornata è davvero stupenda e camminare dentro questa natura rigogliosa è davvero piacevole.
Il percorso ci porta dentro un bosco bellissimo, i raggi filtrano attraverso le foglie creando giochi di luce unici, un intenso odore di fiori mi investe accendendo i miei sensi, il sentiero scivola dolcemente dentro la macchia verde, al suo interno una piacevole ombrosità ci dà il benvenuto, percorriamo il tracciato con un buon passo, con il morale alto ci gustiamo tanta bellezza.
Gli alberi si diradano e lasciano il posto ad una distesa verde punteggiata da piccoli fiori, l’effetto è quello del riflesso della luna sul mare. Il prato si affaccia sulla vallata, dandoci l’occasione di vedere i colli che dolcemente si spengono verso valle e di fronte a noi la cima spettacolare dell’imponete montagna.
Il sentiero si spinge verso un’altura che ha tutta l’impressione di non prometterci vita facile, Il percorso comincia a prendere pendenza, anche se guardandolo non sembra particolarmente duro, ma con la bella giornata che c’è tutto sembra bello.
Difatti poco dopo le gambe cominciano a stancarsi, il fiato grosso prende il posto delle parole e la fronte s'imperla di sudore. La salita è dura e i muscoli cominciano a far male, il tratto percorso è ancora inferiore a quello da dover affrontare, adesso lo sguardo trascura i paesaggi attorno e si dedica ai passi che si susseguono a fatica. Anche questo fa parte del fascino della montagna: guadagnarsi la meta e sudarsela in ogni suo passo.
Guardo il sentiero che più in alto scompare dietro il versante, ascolto il mio respiro, cerco di controllare lo sforzo, poi un passo, poi un altro, fino ad arrivare su.
Finalmente il tracciato perde la sua inclinazione diventando di nuovo piacevole, il sentiero si sviluppa attorno al versante della montagna e si perde dietro curve e dislivelli, sembra che ci sia ancora un po’ di strada da fare, ma adesso il sentiero è praticamente pianeggiante e offre scenari mozzafiato. All’orizzonte le vette più alte, ancora innevate, si slanciano verso il cielo e le valli sotto di noi si fondono con la linea del tramonto, lo spettacolo è eccezionale.
Finalmente raggiungiamo la nostra vetta, il rifascio(?) rifugio sorge ai piedi del Pizzo dei 3 Signori che troneggia sulla valle. Buttiamo gli zaini per terra e ci sediamo sfiniti sulle panche di legno che troviamo fuori, siamo davvero stanchi ma felici di essere lì.
Addentiamo i nostri panini e ci leviamo gli scarponi, il giusto riposo per gli intrepidi camminatori. Scherziamo e parliamo del percorso appena fatto, l’umore è alto e la fatica scompare dietro il suono delle nostre risate, quando decidiamo una meta, quella sarà conquistata.
Mi stendo su una panca di legno, il sole batte delicatamente sulla mia pelle facendomi sentire quel piacevole tepore.Mi guardo attorno ed è pace, un mare verde ondeggia davanti a me, una leggera brezza accarezza l’erba e mi porta profumi e storie di questi posti, il mio respiro rallenta e ascolto il silenzio che regna attorno, la natura è in concerto…. Facciamo silenzio.
I miei pensieri sono trasportati dal leggero venticello, niente può turbare quella quiete, niente può distogliermi da tanto spettacolo, niente… a parte Simone!!!
Infatti richiama il gruppo e, come suo solito, dice che è tardi e che dobbiamo ancora scendere, il che è maledettamente vero. Sbuffiamo tutti e rimettiamo in ordine le nostre cose, indossiamo di nuovo gli scarponi con totale disaccordo dei piedi, rimettiamo lo zaino in spalla e ci rimettiamo in marcia.
La strada del ritorno è come al solito lunghissima, anche per via della stanchezza accumulata all’andata, ma non presenta difficoltà particolari, ci apprestiamo a raggiungere l’auto. E’ stata una bellissima giornata, ma adesso è ora di tornare a casa a riposare.
Anche questa volta sono rimasto affascinato dagli spettacoli che può offrire la natura, mi sono di nuovo sbalordito di come mi stupisce con la sua semplicità, rivivrò quei luoghi in mezzo al traffico e tra il frastuono della città. Maestra natura che rafforza l’amicizia che c’è tra noi ragazzi, noi che insieme andiamo alla scoperta di essa, che ci fa sudare insieme e ci regala emozioni uniche. Un giorno, quando parleremo di questi luoghi, tra di noi ci sarà ancora quella luce che conosciamo solo noi, che ci fa capire cosa esattamente proviamo. Saremo ancora una volta NOI e la NATURA. May 16 maggio sulle dolomitiAncora una volta si va su. Dati tecnici: Durata complessiva percorso: circa 6 ore (con passo buono). Partenza: albergo Boz 660 s.l.m Punto più alto: 1965 s.l.m difficoltà: E/EE (a secondo delle condizioni meteo)
La destinazione è un giro sulle Dolomiti feltrine (Belluno). Si parte dall'albergo Boz, sulla riva del lago Stua, si va su attraverso il bosco per arrivare alla forcella dell'Olmo e poi il sentiero prosegue dall'altro lato del passo fino a scendere di nuovo al lago da dove tutto parte. Per fare ciò abbiamo approfittato della splendida ospitalità di Dile che ha accettato, da pazza incosciente, di ospitarci tutti per quasi 3 giorni. Beh... ci sarebbe tanto da dire su quei 3 giorni, ma mi sento buono e vi risparmio i dettagli, mi concentro quindi solo sulla splendida camminata che abbiamo fatto. Il sole ancora sonnecchia e nemmeno lui sembra abbia molta voglia di alzarsi, la moka già brontola sul fuoco e pian piano tutti gli intrepidi camminatori fanno capolino in cucina per avere la loro razione di caffeina. Dopo una buona colazione, ci mettiamo in macchina, abbiamo appuntamento a Feltre, dove ci aspettano Carlo e Sonia, che ci guideranno all'imbocco del sentiero. Dopo quasi 2 ore di viaggio siamo a destinazione. Scendiamo dall'auto e ci stiracchiamo a dovere, l'aria è fresca e un timido sole cerca di farsi strada nel cielo un po’ velato. Speriamo che quel velo non faccia brutte sorprese! Incontriamo Carlo che, a sorpresa, ci invita a casa sua. Pensavamo di andare tutti insieme a fare colazione (per noi la seconda) al bar, e invece… ci guida fino a casa loro, dove Sonia ci raggiunge con delle buonissime brioches e paste. Un buon caffè per mandare giù il tutto ed eccoci pronti alla partenza vera e propria. Carlo e Sonia ci accompagnano all'aggancio del sentiero, ci spiegano che sarebbero venuti volentieri con noi, ma purtroppo lui ha dimenticato gli scarponi e quindi non possono farci compagnia nella nostra escursione, ma si offrono di accompagnarci per il primo tratto....mmmmm qui gatta ci cova...... Dal parcheggio delle auto ci inoltriamo in un sentiero che ci porta dentro il bosco. L'aria è fresca e l'umore alto, il verde che ci circonda è davvero rigoglioso e le tonalità sono svariate. La parte iniziale del sentiero ci consente di scaldare un po’ le gambe, non è troppo faticoso… un ottimo inizio. Ad un tratto il bosco davanti a noi si apre. Non riusciamo a vedere cosa c'è avanti perchè il sentiero perde pendenza. All'improvviso davanti a noi compare il lago della Stua... che spettacolo, il paesaggio è mozzafiato. I boschi rigogliosi e le vette che si spingono verso il cielo si specchiano nell'acqua calma del lago, la vegetazione rigogliosa veste le montagne di verde e le svariate tonalità di colore ubriacano gli occhi. A malapena si riesce a distinguere dove comincia il bosco e dove finisce la sua immagine riflessa, lo spettacolo è emozionante. Camminiamo lungo la riva del sentiero, ogni angolo verso cui si guarda stupisce sempre, il lago è incastonato tra quelle vette rigogliose, il suo colore ricorda quello dello smeraldo. Davanti a noi un gioiello di madre Natura. Le foto non rendono giustizia alle immagini che saziano la mia vista, ma ci provo comunque ad immortalare tale spettacolo. Le macchine digitali vengono messe a dura prova: da un lato un bosco bellissimo, dall'altro lato il lago circondato dalle vette e noi in mezzo a tutto questo. La passeggiata è piacevole, il passo tranquillo, la giornata è perfetta, anche se il cielo non è proprio sereno. Ad un tratto arriviamo ad un bivio, Carlo ci dice che siamo arrivati, o per lo meno che sono arrivati loro, da lì in poi si prosegue senza la loro compagnia. Dal punto in cui siamo partono due sentieri, uno va tranquillo, senza alcuna pendenza dentro un bosco rigoglioso e profumato, l'altro invece ha una pendenza da paura. Il bosco in cui si perde è sicuramente bello, ma promette tanta fatica… pendiamo dalle labbra di Carlo.... sarà il sentiero numero uno..... o il due? Naturalmente… il sentiero numero due! come al solito, fatica assicurata!!!!!! Così i nostri amici ci salutano con aria sorridente (perchè loro conoscono quello che ci aspetta e sorridono del fatto che loro non dovevano farlo) e noi cominciamo la nostra salita. Mamma che fatica. Ad un tratto il silenzio cala improvvisamente sul gruppo, un silenzio spezzato solo dal nostro respiro affannoso. Alzo la testa nella speranza di vedere quella pendenza calare, ma la speranza muore subito. I tornati si succedono ed il sudore comincia a bagnare le magliette. Il bosco attorno a noi sicuramente offre squarci bellissimi, ma non sono in grado di vederli, di apprezzarli. Testa bassa a guardarmi i piedi e concentrato per trovare il coraggio di fare un'altro passo. Decidiamo di fare una pausa per dare tregua alle nostre gambe un po’ di cioccolata ci darà un po’ di energia. Nonostante tutto però siamo contenti di essere lì, basta riprendere un attimo fiato per sentirci di nuovo scherzare e ridere. La camminata è faticosa, ma è questo che renderà la conquista più entusiasmante! potersi guardar dietro e dire... ce l'ho fatta! sono arrivato quassù con le mie gambe e ciò che vedo e provo è tutto merito mio!!!.... Pausa cioccolata finita. Siamo partiti da circa 2 ore e non siamo nemmeno a metà dell'intero percorso. Rimettiamo gli zaini in spalla e cominciamo di nuovo a muoverci. La marcia prosegue in maniera faticosa ma regolare, il dislivello percorso deve essere parecchio, la vegetazione cambia man mano che andiamo su e ogni volta è una nuova sorpresa. Il mio sguardo si perde tra i rami che si intrecciano fra di loro scomparendo in altri rami… le foglie danzano con il vento e la luce del giorno filtra tra le verdi chiome degli alberi incendiandole. La natura qui da spettacolo! Dopo un po’ decidiamo di fare la tanto sospirata pausa pranzo, abbiamo bisogno di ricaricare le pile. Adesso il sentiero sembra aver mollato un po’, quindi decidiamo di fermarci nello spiazzo a noi più congeniale. Quest’ultimo non si fa attendere molto, o forse siamo noi a non avere molta voglia di fare gli schizzinosi. Ci togliamo gli zaini dalle spalle e ci buttiamo per terra stanchi, mi ci è voluto un po’ per trovare la forza per aprire lo zaino e addentare il panino. Poco dopo stiamo già meglio e Ambro ci fa una sorpresa… graditissima!!!! Ha portato nello zaino una bottiglia di ottimo vino!!!! Cosa chiedere di più!!! Il cielo però non sembra allegro come lo siamo noi, le nuvole si sono fatte parecchio minacciose e anche la temperatura si sta abbassando. Ci rimettiamo in marcia, sul sentiero cominciano a presentarsi delle lingue di neve, segno che siamo in quota, (anche se non mi aspettavo di vederne), non deve mancare molto al prossimo punto di riferimento che faceva capolino a quota m 1750.... Il sentiero ad un tratto si spegne in una piccola valle. Il posto è bellissimo, anche se si vede poco per colpa delle nuvole basse, abbiamo raggiunto parte del nostro obiettivo, ma adesso bisogna decidere cosa fare. Alcune gocce di pioggia mi pizzicano la pelle, le nuvole sono basse e non danno modo di vedere oltre, il tratto che ci aspetta più avanti è un po’ pericoloso ed è sconsigliato in presenza di cattivo tempo e neve, elementi che sono entrambi presenti in quel caso. Dile decide di chiamare Carlo per farsi dire cosa è meglio fare, visto che conosce la strada lui ci consiglia di tornare indietro, da lì a poco comincerà a piovere sul serio e se già c’è diversa neve dove siamo, sicuramente più sù ce ne sarà molta di più....sì, decisamente è meglio tornare indietro. Un po’ sconfortati cominciamo a percorrere a ritroso il sentiero. Avevamo voglia di completare lo splendido giro anche perchè, a detta di Carlo, la parte più faticosa e noiosa (che noiosa per me non lo è stato affatto) era stata fatta e adesso era il turno della parte più bella e spettacolare, ma con la natura bisogna essere prudenti e quindi meglio non rischiare. Ed eccola.... prima qualche gocciolina, poi le gocce diventano più frequenti, poi tutto attorno si immerge in una pioggia fitta che picchia tutt'intorno. La strada del ritorno sembra infinita, la pioggia entra fin nelle ossa e rende ogni passo più incerto e pesante, le gocce battono pesantemente addosso e la temperatura si abbassa rapidamente... Ragazzi che temporale, acqua dappertutto..... questo sì che è immergersi nella natura! Finalmente la discesa è giunta al termine, portandoci di nuovo al sentiero che costeggia il lago, la pioggia era comunque violenta, ma almeno adesso si va in piano..... Il lago sotto la pioggia è spettacolare, bellissimo, l'acqua che cade svuota il cielo dalle nuvole che velavano il cielo la mattina, l'immagine riflessa sul lago si spezza ad ogni goccia di pioggia che tocca la superficie del lago ed il rumore dell'acqua sulle foglie è un dolce mormorio..... Anche sotto la pioggia e infreddolito, non posso che rimanere incantato. Poi finalmente alle auto, ma è impossibile entrare in macchina in quello stato.... quindi via i vestiti e in mutande siamo entrati in macchina.... (a dire il vero l'unico in auto a non essere in mutande sono io, grazie alla mantella che nonostante tutto ha fatto il suo dovere). Che giornata ragazzi e che fatica immane. siamo davvero distrutti e fradici, ma per me è sempre bello poter vivere queste avventure e sono contento di poterle condividere con una persona per me speciale come Dile. E’ stata bravissima lamentandosi non più del dovuto, abbiamo affrontato insieme questa sfida e anche se non siamo riusciti a finirla, ne siamo usciti in ogni modo vincitori… e poi i ragazzi, Ambro, Giasty, Simo, grandi come sempre e anche terribilmente veloci... ed il nostro benvenuto va anche a Claudia, che si è comportata da vera scalatrice, (con un maestro come Ambro c'era solo da aspettarselo).....I nostri eroi hanno accettato anche questa sfida.... e anche questa volta io ve l'ho raccontata.
May 03 La passeggiata dei traditoriLa passeggiata dei traditori...... no ragazzi, nn è una vetta ne il nome di un sentiero,
è la passeggiata dei traditori!!!
La giornata trascorreva tranquilla, il relax della quotidianità, le solite cose da fare, niente di particolare, anche fuori il sole se la prendeva comoda e una leggera brezza, passava prigramente tra le foglie degli alberi del viale.
Ad un tratto il telefono mi avvisa che c'è un messaggio per me, mi avvicino prendo il telefono e premo il tasto per leggere il messaggio.
"Giasty, un suo messaggio, chissà cosa vuole......"
"Ciao Salvo, senti mi dispiace tanto, ma con una giornata così io e Ambro siamo andati a camminare, dovresti vedere che giornata...."
Sti stronzi!, e così i due "traditori" sono andati in montagna lasciandomi a casa....ma mi vendicherò.....
Il giorno dopo incontro i ragazzi, gli chiedo come è andata loro rispondono benissimo, chiedo di vedere le foto e sono davvero belle, mi raccontano disavventure e sorprese successe durante la passeggiata.
Alla fine neanche questa volta sono riusciti a raggiungere la meta a causa dela neve che nascondeva il sentiero,ma hanno incontrato varie marmotte e degli stambecchi durante la loro passeggiata, i paesaggi molto belli e la giornata perfetta per stare all'aria aperta.
Giasty mi racconta anche della disavventura della macchina fotografica di Ambrogio, che a sua insaputa ha scoperto essere impermeabile e subacquea.
Mentre Giasty era impegnato nelle sue imprese fotografiche ,che lo stanno rendendo famoso in tutto il mondo, Ambro era chinato su un torrente per lavarsi un po le mani, e ad un tratto il rumore di un oggetto che cade nell'acqua, attira l'attenzione di entrambi a guardare verso il fondo del torrente.La macchina fotografica di Ambro scomparsa sotto la schiuma bianca del torrente che scorreva di fretta verso valle.Non ero presente alla scena, ma se conosco i miei polli sono sicuro che Giasty se la rideva e prendeva in giro Ambro,e il secondo si faceva in quattro per recuperare l'oggetto anfibio.
Alla fine se nn ho capito male, è proprio Giasty a ritrovare la macchina,Ambro la prende, la smonta, la svuota di acqua e pesci rossi,e l'appende allo zaino facendola asciugare al sole. Insomma, deve essere stata davvero una bella passeggiata, alla fine li capisco, sarei andato anche io con loro se avessi potuto .
Le foto sono davvero belle e come ogni camminata che si rispeti deve avere anche questa il suo posto nel blog, i ragazzi hanno lasciato a me il compito di commentare questa passeggiata,magari perchè in qualche modo partecipassi anche io, o semplicemente per avere un'occasione in più per prendere in giro la mia cronaca scritta.
Mi è dispiaciuto nn esserci,ma la prossima camminata è già segnata sul caledario e stavolta sarò in prima linea, una può anche sfuggirmi, ma due no!!!!
Dimenticavo, per la cronaca, la macchina fotografica di Ambro funziona perfettamente, dopo un giorno di asciugatura con il phon e una buona rosolata sotto il sole, funziona perfettamente,anzi le foto sono anche più nitide, sarà per via dell'obbiettivo pulito....
Va beh... finisco qui il mio commento,tanto ci risentiamo presto....... April 05 rifugio curò 2007Dati tecnici:
Partenza : Valbondione (1016 s.l.m ;Bergamo)
Destinazione : Rifugio Curò (1895 s.l.m)
Difficoltà : Escursionistica
Tempo di percorrenza : ore 2:30
L' aria quella mattina era frizzante, il sole ancora nn scaldava bene ma la giornata prometteva bel tempo.....
Dopo i soliti convenevoli siamo saliti in macchina e ci siamo diretti nel luogo scelto per questa passeggiata.
Un posto già visitato, anzi il posto da dove tutto è iniziato, il posto dove per la prima volta ho provato l'esperienza della totale immersione nella natura, abbiamo scelto questa camminata perchè nn troppo impegnativa e quindi accessibile anche alla splendida compagnia che questa volta ha deciso di accompagnarci,una donna davvero speciale.
Arriviamo all'imbocco del sentiero in perfetto orario, l' aria era davvero fresca, motivo in più per mettersi subito in marcia.
Il percorso ci porta subito dentro un bosco, il paesaggio splendido, i monti attorno a noi salivano vertiginosamente verso l'altro regalandoci uno spettacolo degno di foto, e la natura circostante completava il tutto.
Il bosco ci accompagnava per il primo tratto del sentiero,il passo buono ma tranquillo che ci consentiva di godere dell'aria buona e di chiaccherare tranquillamente, dopo un po il bosco si apriva e il sentiero si sviluppava lungo il costone di un monte che si affacciava sulla valle, mostrandoci il bellissimo paesaggio che sovrastava.
Qui erano due le possibilità di sentiero di raggiungere la meta, il primo era quello panoramico e meno duro,che offre uno spettacolo davvero unico, e l'altro molto più ripido, sicuramente più veloce, ma meno spettacolare.
I ragazzi naturalmente hanno proposto il sentiero ripido, ma io che avendo ancora un cuore e pensando a quella meravigliosa creatura,mi sono dissociato e ho proposto di dividerci.
Quindi ci siamo lasciato con il ragazzi al bivio, dandoci appuntamento al rifugio, ci saremo riincontrati li per pranzare assieme.
Il sentiero adesso saliva leggermente,diventava un po più impegnativo,ma il panorama che offriva era veramente notevole,Dile mi chiedeva spesso quanto mancasse all'arrivo,e io mascheravo dietro un bel sorriso, la bugia che le dicevo... " tranquilla... dietro quel tornante c'è il rifugio " e quello è stato l'unico argomento di tutto il tragitto.
Sul sentiero capitava spesso di trovare un po di neve che rendeva un po scivoloso il terreno,un ostacolo che ha fermato un gruppo di ragazzi che si era prefissato come noi l' arrivo al rifugio,ma questo stesso ostacolo nn ha fermato dei camminatori temerari come noi.
Giunti all'ultimo tornante (quello giusto), ad accoglierci c'era Giasty che si complimentava con la temeraria che ha osato accompagnarci nelle nostre follie, ma lei stremata cercava solo il posto dove poter mangare il meritato panino.
Su al rifugio era tutto innevato e il lago, che la scorsa primavera ci ha accolti con il suo colore turchese,adesso era tutto ghiacciato,uno spettacolo bellissimo.
Adesso era giunta l'ora del meritato riposo, zaini per terra e panino tra le mani e davanti a noi un paesaggio bellissimo.
I monti completamente bianchi incorniciavano il lago, che adesso si presentava come una lastra levigata di ghiaccio,i ricordi andavano alla prima volta che vedevo quei luoghi,e adesso si presentava a me totalmente diverso,ma nn per questo meno affascinante,resto sempre senza fiato di fronte a simili paesaggi.
Siamo rimasti per quasi un'ora,e dopo esserci rifocillati,cambiati e fotografati,ci siamo rimessi di nuovo in marcia.
Sotto consiglio di altri escursionisti abbiamo deciso di prendere un'altro sentiero che sarebbe stato un po più lungo ma nn ci sarebbe stata la neve a rendere più rischioso il cammino,di comune accordo decidiamo di percorrere quella strada e ci dirigiamo verso l'imbocco del sentiero dove un cartello ci avvisa che quel percorso era per escursionisti esperti.
Prima Ambro poi Giasty e alla fine io facciamo finta di nn vedere il cartello,ma ecco la voce di Dile che ci dice " ma questo è per escursionisti esperti!!!! " e noi di tutta risposta abbiamo detto che nn era niente che lei nn potesse fare.... che sarebbe stata una passeggiata......
Il nuovo sentiero in effetti andava era parecchio ripido e per niente facile, ma riuscivamo ad andare giu senza troppa difficoltà,ogni tanto ci fermavamo un po per riposare un attimo e fare delle foto,la giornata era davvero bella e la compagnia speciale, cosa chiedere di più.
In effetti il sentiero era parecchio più lungo e la stanchezza cominciava ad essere pungente,eravamo in marcia ormai da un paio d'ore dal rifugio ed eravamo quasi arrivati all'auto,la giornata anche questa volta ci ha regalto delle emozioni uniche e anche se stanchi ci sentivamo bene.Mancava solo una cosa per completare la giornata.
Di fatti poco dopo eravamo seduti al bar per farci la nostra birra postcamminata...adesso si che era tutto perfetto,che camminata sarebbe senza la birra dopo?
Un'altra bella emozione sui monti,un'altra giornata che porterò con me e alla quale ripenserò quando sarò fra le quattro mura di casa mia,un'emozione resa unica dal fatto che l'ho potuta condividere con una persona speciale,che nn ha paura di niente e con i miei amici,che nonostante tutto si ostinano a portarmi con loro.
February 22 quasi passo variclaLa sveglia nn fa in tempo a suonare che già siamo tutti in piedi, sono appena le 8:00 ma la voglia di avventura ci nn ci fa dormire, la camminata che ci aspetta è la stessa dell'ultima volta, si possiamo sembrare ripetitivi, ma la scorsa camminata nn abbiamo raggiunto l' obiettivo e niente si lascia incompiuto.
Facciamo colazione e ci prepariamo per affrontare la giornata, io preparo lo zaino, indosso il pile e infilo gli scarponi, i ragazzi sono gia fuori che mi aspettano, prendo lo zaino, cappello in testa e si parte!
La giornata è splendida, il sole ci da il buongiorno da un cielo limpido, la primavera sembra già essere arrivata e anche le prime primule appaiono sui campi....assurdo siamo a Febbraio! Il primo tratto del percorso scompare sotto le nostre scarpe e tra le nostre chiacchere, il morale è alto, come sempre tra di noi, anche questa volta il gruppo nn è al completo, io ci sono sempre e insieme a me Ambro, questa volta a posto di Simo c'è Giasty, manca Santi, ma solo fisicamente, nelle nostre parole e nei nostri pensieri siamo sempre tutti!
L' aria sa di primavera, dei cavalli pascolano prigramente in un prato guardandoci, curiosi e un po impauriti, passare.Il bosco sembra svegliarsi dal suo letargo invernale sotto il sole caldo di questo insolito inverno, ci sono già i primi germogli, guardandomi attorno vedo i monti che incorniciano la valle, solo le vette più alte sono imbiancate, l' inverno che nn è mai arrivato sembra esser già andato via.
Dopo un ora e mezza, finalemente troviamo la prima neve, ci sediamo sul prato che costeggia il sentiero e indossiamo le ghette, poco dopo ci ritroviamo con la neve ai polpacci a scattare foto e a prenderci a palle di neve, stavolta siamo tranquilli e sicuri di nn perderci, sul sentiero ci sono ancora le nostre orme della volta scorsa, quindi sappiamo bene dove andare.E' appena passata una settimana, ma il livello della neve è notevolmente sceso, questo ci agevola parecchio, infatti attraversiamo il costone che nasconde il rifugio, velocemente.
Ad un tratto, di fronte a noi, sale verso il cielo Pizzo Camino, che troneggia tra i piccoli monti che lo circondano, noi siamo entusiasti di questo spettacolo, è bellissimo innevato e imponente, questa montagna noi la portiamo nel cuore, perchè è la prima che abbiamo conquistato, ci è costata fatica ed impegno, e adesso ce la ritroviamo davanti con lo sfondo azzuro di una giornata radiosa, e ai piedi di esso la valle completamente innevata, dove qualche coraggioso arbusto, sfidando il peso freddo della neve, cerca calore nei raggi di questo caldo sole di Febbraio.
Raggiungiamo il rifugio dove siamo stati l'ultma volta e decidiamo di mangiare qualcosa e di riposarci un po, il sentiero nn è stato faticoso come la volta scorsa, ma cmq dopo un paio d'ore di cammino un po di riposo nn dispiace.
Ci cambiamo e prepariamo i panini,mangiamo il nostro pranzo sotto un cielo azzurro, tra il silenzio e il bianco che ricopre tutta la valle, tutto è bello e tranquillo, la natura che ci circonda è incontaminata, la neve ricopre tutto, la mia vista gioisce da tanto spettacolo, impossibile per me descrivere a parole ciò che quella giornata ci ha regalato!
Dopo un po decidiamo di andare verso Passo Varicla, che dal rifugio dista circa un'ora e mezza.Ci incamminiamo di nuovo, seguendo tra passi incerti la pista che ha aperto un'altro appassionato passato da li prima di noi.Dopo poco però il sentiero sparisce, si vedono le indicazioni sulle rocce, decidiamo di andare avanti( come sempre) solo che adesso dovevamo aprire noi una pista, il che significa capitomboli e un bel po di fatica.
Seguiamo i segni per un po, ma la neve ci rallenta parecchio e comincia a farsi tardi, decidiamo di fermarci su una collina che è scampata alla neve grazie all' aiuto del sole, per , goderci il paesaggio e prendere un po di sole.... mica si può sempre faticare!!!!
Ci sdraiamo sul prato con la faccia al sole, di fronte a noi, una parete del Pizzo Camino sale vertiginosamente verso l'alto facendoci venire un senso di vertigine, dall' altra parte tutta la vallata addormentata sotto la neve e in fondo le cime della catena dell' Adamello..... che spettacolo!
Il sole batte delicatamente sulla pelle riscaldandola, nn c'è vento, nn c'è freddo,solo quiete e pace... chiudo gli occhi e ascolto quel silenzio spezzato dal fruscio dell 'erba accarezzata dalla mia mano, il mio respiro rallenta, apro gli occhi e guardo la neve che brilla sotto il riflesso della luce del sole, chiudo di nuovo gli occhi, faccio un respiro profondo, e mi addormento sul manto d 'erba, riscaldato dai raggi solari.
Ma dura poco, Giasty se ne accorge e mi sveglia.... è il solito, ma come si sta bene... come fare a ricreare una sensazione simile? Non credo sia possibile....
Decidiamo di tornare a casa avviandoci sul sentiero che ci ha portati lì,percorriamo la strada a ritroso, ci lasciamo la valle alle spalle...è stata una di quelle esperienze indimenticabili, unica, una di quelle esperienze che ti restano nel cuore, nella mente e negli occhi, un'altra esperienza che il gruppo ha condiviso, un' esperienza che rafforza l' amicizia che ci lega.
La giornata si conclude bene, il viaggio di ritorno è stato tranquillissimo, ci siamo davvero goduti una bella giornata.
Arriviamo alla macchina e ci prepariamo per tornare a casa, questa volta è il mio turno alla guida, quindi niente pisolino del ritorno.... infatti poco dopo esser partiti i ragazzi se la dormono ala grossa, vinti dalla stanchezza accumulata durante il giorno e cullati dal dondolio dell'auto.
Durante la strada mi guardo attorno, adesso vedo grigio, asfalto e auto, il cielo è quasi invisibile per via dei palazzi, sembra lontanissimo il posto che ho visto stamattina, la quiete e la pace che regnavano tra i monti e le valli è stata sostituita dai rumori del traffico, ho già voglia di ritornare su!!!
Beh nn passerà tanto, già il gruppo ha in mente la prossima avventura, e io nn vedo l' ora di raccontarvela!!!!!!!
February 18 2 passi sulla neveEd eccomi ancora qui, a raccontarvi delle mie "passeggiate".....
L'inverno è troppo lungo e nel cuore e nelle gambe la voglia di camminare scalpita,così il gruppo (nn tutto purtroppo) si riunisce e si decide di andare.
Le mattine di Febbraio sono piuttosto fresche,finiamo di preparare gli zaini,spolveriamo le vecchie scarpe e mettiamo lo zaino in spalla.
Si parte!
La meta è una nostra conquista dell' anno scorso,ma decidiamo di rifare questa tappa per testare il nostro livello di forma.. e da un po che siamo fermi e quindi meglio nn esagerare.
Finalmente di nuovo in mezzo la natura,i paesaggi sono completamente diversi da quello che ricordavo,gli alberi sono spogli,i prati gelati,predomina il grigio,il bosco è in letargo.Affrontiamo il primo tratto parecchio ripido,le gambe sembrano reggere bene,il fiato è un po corto,ma va bene.....
Il primo tratto va via tranquillo,forse per l'entusiasmo di esser tornati tra la natura,forse per tutta la voglia repressa nelle gambe,ridiamo e scherziamo,l'umore è alto... come sempre.
Il mio sguardo va verso le vette alte coperte di neve e man mano che andiamo su la neve comincia ad apparire anche sulla nostra strada...
Beh.... niente male,il paesaggio è tipicamente invernale,la neve nn ha ancora coperto tutto, l'andatura è tranquilla,la salita è dura,il fiato un po grosso ma il passo deciso,dopo la prima ora di cammino mi sento ancora in forma e i ragazzi nn sono di meno.
Ad un tratto tutto sparisce sotto un manto di neve sofficissima,davanti a noi tutto diventa bianco,riusciamo ancora a seguire le tracce del sentiero,e continuiamo and andare avanti,ma più andavamo su,più la neve diventava alta,per noi quello era solo un motivo in più per andare avanti.Il sentiero praticamente andava ad intuito,la neve cresceva sempre più,decidiamo di mettere le ghette e continuare la nostra salita,alla fine il percorso lo conosciamo ,lo abbiamo gia fatto,nn ci perderemo mica!!!!
Davanti a noi uno spettacolo,la natura dormiva sotto la sua coperta bianca,dentro il bosco anche gli alberi con i loro rami nudi sembravano esser andati in letargo per ingannare il freddo dell'inverno,il cielo grigio si confondeva all'orizzonte con il manto nevoso,la neve perfettamente levigata ricopriva tutto.
La nostra camminata diventava sempre più difficoltosa,la neve ormai aveva raggionto altezza ginocchio e anche tenere l'equilibrio era parecchio faticoso,chiedo ai ragazzi se ricordano più o meno dove siamo,io nn ero sicuro di dove mi trovavo ,il paesaggio è totalmente diverso da come lo ricordavo e i punti di riferimento sono tutti sotto la neve,di comune accordo decidiamo di arrivare alla fine del bosco,da li avremo sicuramente un'idea più chiara di dove siamo e dove dirigerci...
E infatti,senza la vista ostacolata dagli alberi capiamo dove siamo,ma questa nn è una buona notizia,praticamente ci troviamo nella vallata che vedavamo dal rifugio dove dovevamo arrivare il che significa parecchio più in basso.....e per fortuna che conoscevamo la strada!!!!
Così ricomincia la salita verso la nostra meta,ma nn è per niente facile,la neve copre tutto,buche e dislivelli compresi,spesso le gambe spariscono completamente sotto la neve,e tirarle fuori è una fatica immane,la stanchezza comincia a farsi sentire e le gambe cominciano a bruciare per lo sforzo brutale,la salita è dura,sopratutto perchè i passi sono incerti e spesso inutili,la neve come se fosse sabbie mobili.
Pian piano andiamo su,cercando di arrivare al più presto all'obiettivo,ormai eravamo stremati,la neve prima piacevole sorpresa adesso è diventata l'ostacolo più duro.la tensione è aumentata e si cerca una strada che possa essere migliore di quella,ma con scarsi risultati,nn si può più tornare indietro,bisogna adare avanti,stringere un po i denti ed andare avanti.
La fine delle mie forze fortunatamente corrispose all'arrivo del rifugio,finalmente riuscivo a fare un passo senza doverne fare tre per uscire fuori!
Una volta arrivati ci siamo presi 10 buoni minuti per riprendere fiato,poi guardandoci in faccia,ci siamo detti che eravamo dei pazzi criminali,ma alla fine l'avventura è il nostro pane,ormai eravamo lì,il peggio era passato e l'umore si era alzato di nuovo.
Quindi,decidiamo di cambiarci le magliette fradice di sudore e di mangiare il nostro meritato pranzo.Caspita i primi ad arrivare lì quest'inverno,diciamo una bella soddisfazione!!!
Foto di rito e risate,eravamo solo in 3 ma ci divertivamo un casino,il morale alle stelle ,nonostante la neve e l'idea che ancora si doveva tornare verso casa,eravamo euforici.
Dopo esserci ripresi,studiamo un po il paesaggio circostante,quella zona la conoscevamo,e da lì sapevamo orientarci bene,quindi ci siamo fatti un'idea di dove il sentiero si sviluppasse,sicuramente sarebbe stata dura,ma almeno adesso conoscevamo la strada.
Così eccoci di nuovo in marcia,di nuovo neve dappertutto,di nuovo fiato grosso,anche se avevamo un'idea di dove potesse essere il sentiero ,camminarci sopra era un'utopia,questo significa che si continuava a fare un passo e sprofondare nella neve,ragazzi che fatica....
Andiamo avanti così per circa un'ora,finalmente la neve comincia a scendere,e i passi si fanno più sicuri,man mano che andiamo avanti la neve che prima ricopriva tutto comincia a cedere terreno al prato,ormai è fatta,il sentiero ritorna ad essere visibile,e la fatica meno intensa.
Siamo ormai sulla strada del ritorno,entusiasti dell'sperienza vissuta quel giorno,poco lontano dal sentiero si affaccia un lago ghiacciato,così propongo di fare una piccola deviazione per qualche foto.
Proposta accettata,arrivati sulla sponda del lago,comincio a fare qualche foto.Anche qui il paesaggio è bellissimo, la lastra di ghiaccio che ricopre la superfice del lago si intona perfettamente con i colori circostanti.Tutto è bellissimo,tutto è immobile,come se il gelo avesse fermato persino il tempo,congelando tutto,come se fosse una fotografia.
Ed eccoci stanchi e vittoriosi,finalmente a casa,con addosso una fatica schiacciante,ma il cuore felice.
E' stata dura,per niente facile,ma posso ritenermi soddisfatto della mia forma fisica,nn mi aspettavo di reggere così bene a tanta fatica.
Amicizia,avventura,natura,fatica e mettersi in gioco,è di questo che ci nutriamo,è di questo che nn riusciamo a fare a meno.....Signori il gruppo si è riunito,il gruppo ha deciso, SI E' RIAPERTA UFFICIALMENTE LA STAGIONE, e via, su per i monti!!!!!!!!! November 06 castagni e paesaggiOttobre.... pieno autunno,le foglie cadono,le giornate si accorciano e diventano più fredde,si sta bene a casa,tra un libro e il calore di un plaid.... e noi cosa facciamo? ma che domande.... si va in giro sui monti!!!!
Dati tecnici
Partenza : Dervio (Lc) 229 s.l.m
Arrivo: Monte alto 799 s.l.m
Tempo di percorrenza : 2 ore
Sentiero C.A.I. : Andare per il Sentiero del Viandante Verso Bellano,circa a metà strada si trovano le indicazioni C.A.I per Monte alto.
Difficoltà: trekking.
La mattina promette bene,il cielo è limpido e l'alba matura velocemente,prendo lo zaino,faccio un rapido controllo per esser certo di nn dimenticare niente,mi chiudo la porta alle spalle e scendo giu in macchina,l'aria è pungente e chiudo bene il pile,salgo sull'auto e vado al luogo dell'appuntamento.
Giasty è già li,questa volta siamo solo noi 2,ma nn importa sarà cmq una splendida giornata.
Soliti convenevoli,si monta in auto e via,verso la nostra destinazione.
Siamo quasi arrivati ,il sole sta annunciando l'inizio del nuovo giorno,prendiamo la provinciale che ci porterà a Dervio,la strada costeggia il lago e lo spettacolo è davvero notevole,tutto pian piano si sveglia,le anatre nuotano pigramente tagliando la superfice ferma dell'acqua,lo stesso lago sembra portare ancora un po del colore della notte appena passata.... beh foto obbligatoria!
Posteggiamo l'auto e chiediamo informazioni,perchè in verità nn abbiamo la minima idea di dove comincia il sentiero,o per lo meno noi aabbiamo in mente qualcosa,ma di molto vago,quindi decidiamo di informarci su potenziali sentieri da poter scarpinare.
Il simpatico signore ci indica un sentiero che collega Dervio a Bellano,ma precisa che il sentiero nn è molto lungo e nemmeno particolarmente bello,ma è l 'unico che è in grado di indicarci.
Va beh,nn ne siamo particolarmente entusiasti,ma siamo qui e sicuramente nn torniamo indietro,ci facciamo dire dove attacca precisamente il sentiero e ci dirigiamo in quella direzione.
Eccoci sul sentiero,effettivamente nn sembra granchè,siamo un po delusi,il sentiero si sviluppa sel versante del monte,poco al di sopra della strada provinciale,la vista sul lago è bella,ma spesso ostacolata da alberi, decidiamo di andare avanti,cmq la giornata è bella,il sole padroneggia in cielo e si sta davvero bene,così avanzo la proposta di una tintarella in spiaggia se il percorso si fosse concluso troppo presto ,per nn sprecare la bella giornata. Dopo circa 45 minuti di marcia lo stomaco cominciava a brontolare,propongo a Giasty di fare una pausa colazione,la proposta viene accettata con entusiasmo,visto che gli occhi nn hanno gran giovamento di questa gita,almeno accontentiamo la pancia.
Finita la pausa panino ci rimettiamo in marcia,andatura lenta e sinceramente poca voglia di andare avanti,la giornata nn va come mi sarei aspettato,scambio 2 parole con il mio compagno d'avventure,anche lui sembra abbastanza deluso, ad un tratto vedo qualcosa che mi rallegra,2 strisce di colore sul muro, una bianca e una rossa,il segno del C.A.I.
Faccio notare a Giasty il cartello che indica un sentiero che porta in alto,della durata di un'ora e mezza,wow finalmente qualcosa che ci stimola.
Il nuovo sentiero comincia niente male,sale su di bestia,ma la cosa nn fa altro che aumentare la nostra voglia di andar su,presto ci ritroviamo in un castagneto ricchissimo,va beh,siamo qui per questo,e quindi cominciamo a raccoglier castagne,mamma quante ce ne sono,buttiamo gli zaini per terra e cominciamo la nostra raccolta,si sta davvero bene adesso,la voce del bosco ci fa compagnia,il sole filtra tra le foglie colorando il sottobosco delle tonalità dell'autunno,finalmente ritroviamo la natura in cui ci piace stare,comincia anche una piccola competizione su foto d'autore,ma li nn c'è gara,Giasty vince a pieni meriti.
Dopo aver raccolto un bel po di castagne,ci rimettiamo in marcia,il sentiero è più spettacolare che duro,o forse è così bello che ci distrae dalla fatica,ogni volta che il sentiero svolta nuovi paesaggi compaiono davanti i nostri occhi,l'autunno è scoppiato da un pezzo e nel bosco è un carnevale di colori,davvero bellissimo,poi si va sempre più in altro e il sentiero affaccia spesso sul lago che diventa sempre più ampio, lo si vede zigzagare tra i monti,il sole è caldo,anche troppo per esser pieno Ottobre,la giornata stupenda,sono contentissimo di esser quassù a godermi questo spettacolo,chissà che invidia quando lo racconterò ai ragazzi!
Il sentiero era praticamente un tappeto di ricci e castagne,ogni tanto ne raccolgo qualcuna per mangiarla ,Giasty è impegnato in qualche foto,io respiro a pieni polmoni,un po per gustare il sapore buonissimo di quest'aria incontaminata,un po per via del sentiero che si fa a tratti più ripido,nn poteva andare meglio,è un posto bellissimo e cercare di descrivere la natura che mi circonda è un impresa,il paesaggio ti toglie il fiato. Siamo in marcia da un po,il sentiero di apre su uno spiazzo molto largo,vediamo una casa vecchia,ma in uno splendido stato,"secondo me è la casa dei 7 nani"dico a Giasty,merita una foto,anche qui la natura da spettacolo,il bosco si apre e gli spazi diventano più ampi,praticamente davanti a noi si estende un verde prato con degl'alberi che nn hanno l'aria di essere giovanissimi,ma cmw in splendida forma,ci sono diverse case in ottimo stato ,per niente abbandonate,vicino ad una di queste passa un torrente che pigramente scorre attraverso il prato,decidiamo di fare un giro intorno abbandonando per il momento il sentiero,mi dirigo verso il ruscello per fare qualche foto,e mi accorgo che poco più su lo stesso prima fa un salto meraviglioso da una roccia e finisce in un piccolissimo laghetto,a questo punto mi aspetto di vedere anche Biancaneve che parla con i cerbiatti,qui è davvero un paesaggio da favola!!!!
Dopo le giuste foto ci rimettiamo in marcia,un cartello ci indica ancora un quarto d'ora,il sentiero sale ancora per un po costeggiando a tratti il ruscello,ci porta in una raduna,dove sorgono parecche case,molto probabilmente nella stagione estiva servono per portare al pascolo il bestiame,davanti a noi si erge una piccola collina che ci ostacola la vista sul lago,propongo di andare su per vedere com'è la vista,così ci incamminiamo.
WOW..... sono senza fiato,si vede tutto il lago che sparisce all'orizzonde mischiandosi con il cielo,è bellissimo,uno spettacolo unico,sono estasiato,mi siedo su un sasso e invito Giasty a sedersi con me,ci godiamo lo spettacolo,davanti a me il lago sembra una lastra d'argento,sulle coste si vedono piccoli paesini che si sono sviluppati sulle rive,il contrasto tra il cielo e l'acqua è spettacolare,una barca attraversa il lago creando delle rughe sullo specchio d'acqua prima perfetto,chiedo a Giasty come provare a descrivere una cosa del genere,facciamo entrambi vari esempi,ma nessuno rende l'idea,concludo che certe cose bisogna vederle con gli occhi!
Sento di nuovo i morsi della fame,ripenso ai panini che ho fatto fuori prima e mi pento di nn averne lasciato nessuno,poi ripenso alla barretta di cioccolato,va beh,metterò su un po di ciccia,ma per oggi si puo fare un eccezione,la scarto e la mangio.... mmmm molto buona,è con le nocciole,la mia preferita,adesso tutti e 5 i sensi sono appagati!
Adesso è ora di tornare indietro,raccogliamo gli zaini e ci rimettiamo in marcia,la discesa nn è troppo impegnativa e il nostro passo è accompagnato da una piacevole chiaccherata,ormai è quasi il tramonto,riprendiamo di nuovo il sentiero iniziale fino a giungere di nuovo in strada fino al parcheggio dell'auto,adesso che siamo arrivati sento all'improvviso tutta la stanchezza della camminata,saliamo in auto e Giasty mi propone di andare un attimo in spiaggia per goderci la vista del lago anche dal basso,io accetto senza pensarci 2 volte,ci dirigiamo verso la spiaggia,parcheggiamo l'auto e scendiamo a riva. Il tramonto si specchia sul lago,il sole muore dietro le case(questa nn è mia) il cielo è ancora azzurro,ma la sera è prossima ad arrvare,si sta davvero bene,ci sediamo su una panchina per goderci la vista del tramonto,ma poi un altro bisogno si fa sentire,guardo il mio compagno di camminata e lui mi capisce al volo,sosta al primo bar per gelato e birra(e poi mi lamento per la panza)!!!!!!!
Giornata stupenda,sembrava esser partita un po male,ma poi si è sistemata,anche questa volta sono entusiasta della mia passeggiata in mezzo la natura,mi fa star davvero bene e devo tanto anche alla compagnia che ho,proverò a conservare a lungo le senzazioni provate oggi e nelle altre camminate e cercherò di far rimanere vivo il ricordo della vista di paesaggi stupendi come quelle appena vissute,sono emozioni che nn voglio perdere,esperienze uniche che meritano un posto nella mia memoria e nel mio cuore,devo tutto agli splendidi amici con cui vado,se la nostra amicizia fosse diversa nn sarebbe lo stesso. October 16 passeggiata nei boschiNon poteva passare tanto....
Anche questa volta ci siamo dati appuntamento alla solita ora per un'altra escursione nel cuore della natura....
Questa volta nn vi do dati tecnici su quale è stata la nostra meta e varie informazaioni sul percorso,nn perchè io nn voglia,semplicemente perchè nn ne ho....ma adesso vi spiego....
Come ho detto prima,ci siamo ritrovati al solito posto,alla solita ora.... soliti convenevoli,solite battute,solita voglia matta di camminare e respirare.....
La destinazione iniziale era un paesino in provincia di Lecco,il nome del paese Moggio ( e il nome è gia tutto un dire)... di fatti nn c'era un'anima...
Ci affidiamo al mio infallibile navigatore che nn sbaglia mai un colpo,che conosce tutte le strade,che ci accompagna ad occhi chiusi verso le mete più sperdute in un tempo estremamente breve.... difatti dopo mezz' ora eravamo ancora a Monza (che per le persone comuni che conoscono la strada dista da casa mia 5 minuti) imbottigliati nel traffico...
Dopo varie imprecazioni verso il navigatore,con la voglia matta di mostrargli la via più breve verso la prima discarica, siamo giunti al fatidico paesino...( la prossima volta piuttosto di seguire le indicazioni del navigatore,guardo in cielo e aspetto la stella cometa...)
Giunti sul posto cerchiamo l'aggancio del sentiero che ci doveva portare al rifugio scelto per questa scarpinata.... ma niente... nn c' è traccia,nemmno l'ombra del tanto sospirato sentiero... l'unico sentiero indicato era di uno che avrebbe dovuto condurci al rifugio castelli.... ci guardiamo e diciamo,.. MA SI,UNO VALE L'ALTRO...
cominciamo a camminare su strada asfaltata.... nn c'èra niente di naturale,infatti temavamo quasi di incontrale qualche casello autostradale, avevamo deciso che se continuava casì al prossimo autogrill chiedavamo informazioni....
Ad un tratto però il paesaggio cambia... la natura comincia a mostrarsi e il sentiero comincia a farsi strada nel bosco....
Adesso è tutta un'altra storia,il bosco si incendia con i colori autunnali, il rosso e il giallo cominciano ad essere le tonalità predominanti del paesaggio,il rumore delle foglie che cadono dagli alberi,ricorda la scoppiettio della legna sul fuoco,che spettacolo!!!!!!
Il terreno è di un rosso acceso,le foglie ricoprono tutto,ci troviamo come nel mezzo di un mare rosso,e come in un mare anche le onde disegnate dai dislivelli del terreno,e il rumore delle onde provocato dal calpestio delle foglie sotto i nostri piedi....
E' tutto bellissimo, l'unica cosa è che praticamente in questo mare di foglie.... in questo perdersi tra suoni e colori.... ci siamo persi sul serio.....
Del sentiero nemmeno l'ombra... le foglie lo nascondevano completamente,e noi nn sapevamo più dove andare...
Andammo avanti ancora per un po.... ma del sentriero nessuna traccia.... avevamo camminato per circa 2 orette e il rifugio nn poteva essere lontano,così abbiamo cominciato a cercarlo.... e come dice il proverbio.... chi cerca trova e noi per l'appunto nn l'abbiamo trovato.... ormai era quasi ora di pranzo (panino),quindi di quasi comune accordo decidemmo di tornare indietro per un po e fermarci in uno spiano incontrato in precendenza....
Una volta li ci siamo fermati... il sole era caldo, l'aria buonissima,la compagnia ottima....
cominciammo a mangiare e a chiaccherare... wow che spettacolo,si stava benissimo,ci sdraiammo sull'erba,il sole che ci batteva caldo sulla pelle ma senza esser cuocente,il paesaggio che si apriva davanti ai nostri occhi era splendido,il versante della montagna si spegneva dolcemente nella valle sottostante,di fronte a noi all'orizzonte compariva imponente la cima della Grigna,il cielo attraversato da qualche innocua nuvola,le stesse sembravano barche in mezzo alla vastità del mare, e il suono del bosco in autunno... le foglie che cadono e coprono tutto,sugli alberi una volta verdi,adesso predomina il giallo e il rosso,sembra quasi che sulla chioma di ogni albero si ripeta la poesia di un tramonto estivo,e se ci si pensa un po,in questo periodo anche la rigogliosità degli alberi è al tramonto.... davanti a tutto questo spettacolo i miei occhi trovavano appagatezza.
Parentesi romantica finita,decidiamo che è ora di scendere.... cosi ci rimettiamo in marcia..sempre tra risate e sane chiaccherate...la discesa però era un po complicata,nn per il sentiero che fosse troppo ripido,ma per le foglie scivolse,che spesso nascondevano tranelli.....
Una volta arrivati giù, nn avevamo affatto voglia di tornare a casa,la giornata era troppo bella per richiudersi in casa,e poi era ancora presto....
Così,come se fossimo dei bambini ci siamo inventati un sacco di giochi,sembravamo davvero dei ragazzini che giocano spensieratamente.... un'altra di quelle sensazione che terrò ben stretta con me....
Ne abbiamo fatte di tutti i colori,eravamo completamente rilassati,stavamo insieme,parlavamo,giocavamo,...in poche parole, stavamo bene...ma bene davvero.
Ma per concludere la giornata ci mancava lo spunto finale.....
Ed ecco che li per terra compare una castagna,poi un'altra e un'altra ancora....così cominciammo a raccoglierle,nn si smetteva un attimo di ridere,è partita anche una singolare sfida a colpi di ricci di castache tra me e Giasty.... caspita se pungono.... ma chi se ne frega,eravamo li,eravamo noi... nn ci serviva altro....
Ragazzi che giornata,che si conquisti o meno la vetta,nn è un problema,si sta alla grande lo stesso....
Il nostro segreto? la nostra amicizia
La nostra compagna? la natura
La cosa più bella? Noi !!!!!!!!!!
October 06 rifugio benigni...più o menoQuando si dice "niente ci ferma", ma a volte è meglio fermasi....
Scarpinata in questione... dati tecnici :
Destinazione: Rifugio Benigni 2.222 s.l.m
Partenza: Curva di sciocc (Cusio alta val brembana) 1532 m.s.l
Sentiero CAI : 108
Difficoltà : Escursionistica
Durata del percorso :3 ore solo andata (ma si fa anche in meno)
Ci ritroviamo come sempre alle 7:00 sotto casa mia, la decisione di farci quest'altra scarpinata è venuta da me e quindi me ne prendo tutte le colpe....
I ragazzi erano preoccupati per il tempo... difatti grossi nuvoloni minacciavano la nostra giornata e avevano ragione a temere.......
Arrivati a destinazione, ci fermiamo a prendere qualcosa da mangiare come di solito e con l'avanzare delle ore ci chiedavamo come mai il cielo nn diventasse più chiaro....ma la spiegazione è sempre quella.... nuvole di pioggia cariche come rimorchi di camion prima della partenza.
Va beh.... ci diciamo, vediamo come si mette, magari se resta nuvoloso ma nn piove si può andart su lo stesso....
Le ultime parole famose.....
Cmq nn voglio anticiparvi niente,attraversiamo il paese e cerchiamo questa fatidica Curva di sciocc, ci illudiamo che potesse esser la prima curva appena fuori dal paese,ma ci rendiamo presto conto che nn è così,ma uno strano divieto di transito ci dice che l'auto oltre quel limite nn può andare..quindi ci mettiamo in marcia,per strada alla ricerca dell'aggancio del sentiero....e dopo circa mezz'ora di asfalto in salita troviamo l'inizio del sentiero,naturalmente le auto fin li ci arrivavano tranquillamente,quindi se decidete di fare una gita da quelle parti andate su in macchina!!!
Inutile dirvi che cmq siamo gia partiti attrezzati per la pioggia,che significa... mantella....
Troviamo l'aggancio del sentiero...e cominciamo a salire.....
I paesaggi boschivi annunciano già un prossimo autunno di colori accessi,il sentiero procede in salita lungo la ben marcata traccia nella prateria,e il tempo peggiora sempre di più,adesso piove in maniera nn più intuitiva e comincia a calare la nebbia...e per completare folate di vento improvvise si presentano sempre più frequentemente man mano che andiamo su.
Cominciamo ad esser parecchio bagnati,nn posso dire che i paesaggi fossero bellissimi perchè nn riuscivo a vederli,la nebbia era fitta,se mi fermavo per qualche motivo gia mi perdevo i raga,quindi vi lascio immaginare,ma nn solo questo,avevamo anche difficolta a seguire il sentiro perche cmq i segnali erano nn prorpio consecutivi,per lo meno nn con la nebbia.
Prendiamo ora la traccia verso sinistra calcando il sentiero numero 101,si inizia così la salita tra pioggia vento e nebbia,gia inzuppati come pulcini ma l'umore sempre alto,tant'è vero che le battute si sprecavano,dopo aver passato una vallata attraversata da un ruscello,si prsentava a noi una salita un po più faticosa,ma niente di impegnativo,per lo meno senza la pioggia e il vento...
Adesso era un attimo calato il silenzio tra di noi,solo perche cominciava a diventar davvero tragica la situazione,pioveva a dirotto ,il vento nn dava tregua e la nebbia faceva a pieno il suo dovere praticamente camminavamo in mezzo al nulla,e sinceramente più che camminare mi sembrava più sensato nuotare...
Avevamo accelerato sensatamente il passo e nn vedavamo l'ora di trovare sto benedetto rifugio....ormai erano 2 ore di marcia sotto la pioggia ed eravamo bagniati fino alle ossa, e nn vi dico i piedi... praticamente mi si stavano palmando....
Dopo un tratto leggermente in discesa che ci ha consentito di andar più veloci,appare improvvisamente un'antenna,e tutti lo prendiamo come un ottimo segnale,il rifugio doveva esser vicino...e di fatti era li,a pochi metri,forse una decina,ma completamente nascosto dalla nebbia....
Fortuna che il rifugio era provvisto di bivacco invernale,quindi sempre aperto...ci precipitiamo dentro e scoppiamo a ridere,ma eravamo infreddoliti di brutto,praticamente gelati,cosi ci cominciamo a splogliare e trovare un modo di far asciugare un po i vestiti,ma gli stessi grondavano acqua,cioè nn so se mi spiego, se io strizzavo la felpa bagnavo il pavimento e nn poco....
Ci spogliamo completamente,rimanendo in mutande,e ci siamo coperti con delle coperte che erano li lasciate dal rifugista per le notti di emergenza....
Nonostante tutto l'umore era altissimo,e battute e risate a nn finire,l'unica cosa era che dovevamo decidere cosa fare,di acqua sulla testa ne avevamo presa tanta e di altra nn ne volevamo,quindi la prima proposta fu quella di rimanere li a dormire e aspettare il giorno dopo per vedere e sperare che il tempo cambiasse,ma rimaneva il problema di avvisare,li su nn c'era campo e nn avevamo modo di avvisare....
La prima proposta accettata fu di scaldarci un attimo e mangiare... e poi avremmo deciso cosa fare,nel frattempo cercavamo di scaldarci come possibile,avevamo le mani gelate e l'unico modo che abbiamo trovato per scaldarle era di metterle in mezzo le gambe,in effetti cosi avevamo un piccolo effetto collaterale, insomma il freddo alcune cose le fa rimpicciolire,ma in quel caso nn era un problema,il problema era il cioccolato offerto da Ambro a Giasty,che dopo aver per bene scaldato le mani ,ha staccato un pezzo di cioccolato e credo ne avesse cambiato un po l'aroma.....
Passata un'ora decidiamo di metterci in marcia di nuovo,che tanto li nn faceva più freddo di fuori,l'unico dramma era indossare gli abiti zuppi,gia eravamo infreddoliti,poi dovevamo indossare abiti bagnati e gelidi,vi lascio immaginare.....
Cmq ci rimettiamo in marcia,il vento mi strappa via la mantella,quindi ero completamente sotto la pioggia,il passo era veloce,ma cmq attento,l'acqua rendeva la roccia parecchio scivolosa....
Dopo mezz'ora.... l'acqua nn la sentivo più....camminavamo come se niente fosse,eravamo completamente fradici,ma almeno camminando avevamo recuperato qualche grado...dopo circa un'ora il vento ci ha dato una piccola tregua,ma se cala il vento aumenta la pioggia,ma quella ormai nn la si sentiva più.....
Eravamo giunti a metà strada,e camminavamo come se niente fosse,ne l'acqua,ne la nebbia,niente ci disturbava più,ci eravamo abituati e chiaccheravamo come se niente fosse,abbiamo proseguito così fino a ritrovare la strada asfaltata,e giù cosi fino ad arrivare all'auto,le macchine ci passavano accanto,e chi stava dentro ci guardava con aria stupita,facce che dichiaravano chiaramente la loro impressione sulla nostra salute mentale,finalmente arriviamo alla macchina,ci spogliamo di nuovo,ma questa volta all'aperto.... e ci infiliamo subito dentro.... riscaldamento a manetta e via,verso casa....
anzi no mi correggo,verso il primo bar, per la consueta sosta post camminata,ma (tranne Ambro) niente birra questa volta,una cioccolata calda per me e un latte per Giasty...e per finire... ero talmente zuppo che la proprietaria del bar,una simpatica signora,mi ha regalato anche una magliatta....che bella la gente di montagna,calda e di cuore...nn so quanto l'ho ringraziata per quella maglietta ASCIUTTA....cmq i ragazzi erano messi meglio di me visto che la mantella loro l'avevano ancora...ma per meglio intendo che se io rischiavo di annegare in quella pioggia i ragazzi stavano a galla,ma cmq fradici.....
Che dire.... il rifugio Benigni resta da rifare,visto che abbiamo visto solo nebbia, per quello che riguarda noi..... e chi ci ferma?
Ne pioggia,ne nebbia,ne vento possono scalfire la nostra sete d'avventura,praticamente siamo dei deficenti......
La prossima volta se nn abbiamo almeno 30 gradi all'ombra e il cielo limpido nn esco manco di casa!!!!! altro che scarpinata,ci siamo fatti una nuotata.....
Ma a parte tutto.... Ragazzi che avventura.... alla fine ci divertiamo con qualunque tempo,sole o pioggia,è il gruppo che fa il cattivo o il bel tempo,non 4 nuvole e un po d'acqua.....Alla prossima raga...il gruppo è sempre quello,montagne tremate che arriviamo......
September 30 passeggiata al rifugio brunoneEd eccomi a raccontarvi la nostra ennesima passeggiata fra la natura....
La nostra meta questa volta è stata il Rifugio Brunone,quota 2290 m.s.l. partiti da Fiumenero circa 780 m.s.l. sentiero C.A.I n°227. Tempo di percorrenza in salita circa 4 ore e in discesa 2 ore e mezzo 3.
Ragazzi,davvero un bel posto,sicuramente da vedere,al prezzo di un po di fatica,questo è naturale,ma ne vale sicuramente la pena.
Il sentiero comincia di fronte al cimitero del paese,dove si lascia l'auto.
Così cominciamo la nostra camminata,la giornata era buona,nonostante il tempo incerto dei giorni precedenti,l'umore come sempre alto e in più un'altro ragazzo che ha voluto provare per la prima volta l'ebrezza della passeggiata in montagna...
Il sentiero andava avanti nn troppo faticosamente, e le nostre voci riempivano l'aria pulita del bosco,solo il torrente che costeggiava il sentiero osava sfidare i nostri discorsi....
Tutto faceva pensare ad una piacevolissima camminata,senza troppa fatica,il percorso appagava sia gli occhi che le gambe,alle quali fino ad allora nn era stato richiesto alcuno sforzo eccessivo.
Dopo circa 1 ora e mezza siamo arrivati in una piccola valle dove un ponte ci portava dall'altra parte del torrente,qui il sentiero saliva leggermente e costeggiava il torrente dall'alto.
Da qui in poi, tutto si fece più spettacole,sopra le nostre teste,incredibili salti di piccoli ruscelli formavano delle cascate favolose,ho provato a fare delle foto decenti,ma la macchina fotografica nn riesce a rendere giustizia a tanta meraviglia.
Siamo entusiasti del posto,si scherza ,si ride e la fatica nn è ancora un fardello troppo grosso,pian piano il bosco si apre e si fa più rado, di fronte a noi si apre una piccolissima valle,molto arida e senza traccia di vegetazione,è evidente ai nostri occhi di come una grossa frana abbia ostacolato il normale tragitto del torrente,che pazientemente si è trovato un'altra strada,alziamo gli occhi e una splendida cascata che compie un salto di almeno una 15 di metri si presenta a noi,quindi ne approfittiamo per fare una pausa,e molte foto,il percorso ha decisamente cambiato aspetto,la passeggiata piacevole cominciava a trasformarsi in una scarpinata ripida e faticosa.
Ma siamo giunti fin qui,e nn possiamo tirarci indietro,quindi zaino in spalla e su per la montagna.
Il sentiero si fa davvero tosto,la fatica comincia a farsi sentire e le gambe sono in piena protesta,le chiacchere e le risate hanno lasciato il posto ad un silenzio interrotto solo dal rumore del fiatone che tutti avevamo,mamma mia che fatica ragazzi,una cosa assurda,ogni passo era una tortura,ma la meta nn poteva esser lontana,anche se nn se ne vedeva nemmeno l'ombra...
Ed eccolo lassù,in cima ad uno spiano,ci viene lo sconforto alla vista della meta,ancora così ontana,ancora così alta....
Il nuovo ragazzo mi ringrazia ironicamente per averlo invitato,e io gli sorrido incitandolo,anche se quello che in quel momento aveva bisogno di essere incitato ero io che nn riuscivo quasia muovere più un passo....
Alla fine ci siamo riusciti,anche quella meta è stata conquistata..... mi ci è voluto un bel po per riprendermi dalla fatica, e riuscire a mangiare un panino, ed è a questo punto che mi son chiesto quando sia sensato fare 4 ore di massacro per mangiare un panino e poi tornare giù.... ma poi vedo i panorami,e i paesaggi che mi sono lasciato alle spalle e dico" si ne vale proprio la pena" e poi c'è il piacere della conquista,della sfida con la montagna, pensare, si, io sono arrivato fin lassù, è ho visto e respirato e ascoltato cose che ormai nella vita quotidiana sono solo racconti di qualche rivista e foto(magari ritoccate) di qualche cartolina.....
Ci prendiamo il nostro meritato riposo e poi decidiamo che si è fatta ora di tornare in macchina,la discesa è altrettanto faticosa,sopratutto nel primo tratto,ma la si fa ad una velocità ragionevole,ripassiamo di nuovo la cascata e rientriamo di nuovo nel bosco,da li in poi il sentiero diventa di nuovo una passeggiata,così arriviamo alla macchina nn troppo tardi....
Ma prima di andare a casa,facciamo la solita sosta ormai rituale del gelato al bar,partlando ancora della nostra conquista,soddisfatti di cio che si è fatto,ma terribilmente stanchi.....
Ragazzi,ogni volta che sono al centro della fatica più atroce,mi dico che questa è l'ultima e che nn ne faccio più,ma appena arrivo gia sto pensando alla prossima e di fatti la prossima è gia in programma,
quindi alla prossima.... e spero che ciò che vi racconto nn vi annoi e vi regali un po di quelle sensazioni che io provo in escorsione.....(se mai qualcuno legga ciò che scrivo,scusate per gli errori....)
ciao ciao... September 19 pizzo caminoNuova sfida per i giovani scalatori....
La meta è Pizzo Camino(2590 slm),una vera e propria cima, la partenza Borno(980 slm)
Alle 8 eravamo gia pronti,zaino in spalla e umore alto,la giornata era stupenda,sapevamo tutti che nn sarebbe stata facile,ma quando il gruppo si unisce,nessuna fatica può ostacolarci.
Ci siamo messi in marcia,il primo pezza era quasi su strada,molto ripido,andammo avanti così per circa 20 minuti,camminando un po dentro il bosco,ragazzi che spettacolo,tutto verde,tutto vivo.
Dovevamo svalicare 2 monti più piccoli,arrivare al rifugio sotto Pizzo Camino e poi iniziare la salita verso la cima.
Tutto andava bene,la giornata era superba, la visibilità ottima,le montagne attorno a noi sembravano vicinissime,i paesaggi mozzafiato.
Tutto era bellissimo ma eravamo gia in marcia da 3 ore,nn mancava tanto al rifugio,una sosta ci avrebbe fatto sicuramente bene,gia di strada ne avevamo fatta tanta,ma il bello doveva ancora iniziare.....
Finalmente vediamo il rifugio,erano passate 4 ore dalla partenza,ci informiamo con il rifuggiante quanto mancasse a pizzo camino,e la risposta fu un'altra ora e mezza.
Rimanemmo un po perplessi,eravamo a quota 1700 quindi avevamo fatto 800 metri di dislivello in 4 ore, è vero che il sentiero per lunghi tratti spianava parecchio e quindi avevamo impiegato di più a coprire quel dislivello,ma praticamente ne mancavano altri 900 metri per la vetta e sapere che mancava un'ora è mezza alla meta ci puzzava parecchio,praticamente per coprire quel dislivello il sentiero si doveva sviluppare quasi in verticale....ma dai..... impossibile..... si sarà sbagliato o abbiamo capito male noi....
Ci allontaniamo dal rifugio,andavamo avanti tranquilli per un'altra mezz'ora,girammo un po intorno alla montagna e appena arrivati ai piedi della stessa cercammo il sentiero....
ed eccolo la,ma che quello fosse il sentiero fu solo pura intuizione,praticamente davanti a noi si apri un ghiaione ripido che saliva alto sul versante ,ci siamo rimboccati le maniche ( o i pantaloncini) e cominciammo a salire...
La fatica era mostruosa,il terreno crollava sotto i piedi,bisognava stare attenti e poi andava su di bestia,saliva ripidissimo....un bell'inizio ho pensato...ma il bello doveva ancora venire...
Finito sto ghiaione, il terreno cominciava a diventare più solido,anzi vera e propria roccia,beh pensai meglio così,almeno nn rischio di scivolare giu...
Facciamo 5 minuti si un quasi sentiero, in vista del primo tornante,passato lo stesso il sentiero andava su per una parete molto più ripida del ghiaione che mi mancava quasi il fiato vedendo quello che dovevo ancara fare...
I ragazzi cominciarono a salire e io li segui,i bastoncini cominciavano ad essere un impiccio,per molti tratti della camminata mi servivano anche le mani,così decisi di metterli via.
Molto faticosamente cominciai a salire,ma li nn era piu una camminata,era quasi una scalata,si saliva davvero quasi in verticale,usavo mani e piedi,mi reggevo negli spuntoni,era come un enorme scala,strettissima e con i gradini un po qua e un po la....e sopratutto ripida....
Dopo il versante decidemmmo di fare una sosta per riprendere fiato,controlliamo l'altimentro segnava 2000...ma avevamo fatto un'ora e mancavano ancora 600 metri,più in la il sentiero scompariva dietro una grossa roccia,così dopo una breve pausa ci rimettemmo di nuovo in marcia....
Io ero distrutto nn riuscivo a muovere più un muscolo,ho addirittura pensato di mollare,ma siamo un gruppo,e il gruppo cammina sempre insieme...quindi strinsi i denti e andai avanti...
Dopo l'enorme masso ciò che vidi,mi fece quasi star male,tutto ciò che avevo passato prima in confronto era un gioco,questa si che era una parete verticale,mi aspettava una vera e propria arrampicata.
Il sentiero andava su per una spaccatura della montagna,la parete era proprio in verticale e dal basso nn si vedeva la cima...eravamo tutti impegnatissimi in quella salita, con la concentrazione al massimo livello,ci chiamavamo a voce parecche volte per accertarci che tutto andasse bene,questi nn erano gradini,questa era una parete da scalare,se in quella di prima camminavo cmq un po piegato per darmi più stabilità qui nn potevo,dovevo stare ben dritto,e a volte anche in punta di piedi per potermi aggangiare all'appiglio successivo.... Mancavno gli ultimi passi,la cima era vicina,ci apettammo tutti alla fine dell'arrampicata per poter fare gli ultimi metri insieme.
Finita la scalata il sentiero spianava di nuovo,alzai lo sguardo e vidi una colonna di ferro che si alzava dalla cima poco distante da me,ci rimettiamo in marcia e dopo poco arrivamo in cima....
buttiamo a terra gli zaini,e ci abbracciamo l'uno con l'altro nonostante fossimo in uno stato pietoso,e la festa fu grande,eravamo felicissimi!!!!....Pizzo Camino era conquistato...
Ragazzi nn vi dico che vista...da quell'altezza si aprivano davanti a noi panorami senza precedenti...era tutto bellissimo,si vedeva pure il paesino da dove partimmo,sembrava una macchia sul verde attorno,mamma mia che spettacolo,ci sentivamo sul tetto del mondo...una sensazione incredibile,il cielo nn era mai stato così vicino.
Nonostante tutto,a volte nn si può immaginare quando sia affollato il mondo.
Eravamo a 2560 msl,su di una cima che era più stretta di una stanza,chi doveva esserci lissù proprio oggi e proprio in quel momento? Nessuno infatti,ma un momento dopo dall'altro versante ecco altri 3 intrepidi scalatori,con i quali abbiamo subito stretto amicizia e raccontato un po come era andata la salita.
Mangiammo tuti insieme,pian piano le forze ritornarono,e la fatica fu cancella dalla soddisfazione della conquista....
Ci siamo riposati per un'ora e poi cominciammo a scendere di nuovo,arrivare giu fu meno faticoso,ma altrettanto impegnativo....
Facemmo una pausa al rifugio ai piedi del Pizzo e poi ci rimettemmo in marcia verso casa.
Arrivammo alle 8 di sera....12 ore di camminata.....la sera crollammo nei nostri letti,quasi senza mangiare...
Che fatica ragazzi,ma ne valeva proprio la pena....
CI sono posti che meritano proprio di essere visti e che la macchina fotografica nn riesce a spiegare bene,bisogna esserci per capire quanto bello sia,bisogna faticare per apprezzarne di più la bellezza,bisogna sentirla propria quella conquista,bisogna respirare quell'aria e ascoltare quel silenzio...
Ve le mostro pure le foto....ma quelle nn rendono....Ragazzi bisogna esserci.... e noi c'eravamo.
August 29 quasi pizzo 3 signori,oppure lago nero a sorpresaRagazzi.... siamo partiti di nuovo.
La nostra meta era Pizzo 3 Signori,aggancio del sentiero ( cai 106) a Ornica in Val Brembana.
Ci siamo incontarti alle 7 a casa mia, gli intrepidi conquistatori stavolta erano solo 3, ma nn per questo lo spirito d'avventura era calato.
Si monta in macchina e si viaggia verso questo paesino di montagna che conta 210 calorosissimi abitanti, e un paesaggio che lascia senza fiato.
Si arriva alla meta verso le 8:30,ma prima di mettrsi in marcia dobbiamo fare provviste per la scarpinata, quindi ci fermiamo prima in un bar per il caffè e dopo in una salumeria per i panini, e tutti molto gentili e disponibili, tutti che ci salutavano e ci auguravano buona giornata.
Abbiamo cercato il parcheggio per l'auto, indossato zaini e scarponi, e partiti alla conquista di questa nuova meta.
Il paesino è attraversato da un torrente che da spettacolo, e da una natura rigogliosa e mozzafiato,il sentiero comincia con una ripida mulattiera affiancato dal torrente che con bellissimi salti e slalon tra le rocce ci accompagna fino alla Valle del Diavolo, ma devo dire che di diabolico aveva ben poco.
Dopo circa un'ora e mezza di cammino si aprivano prati e pascoli abitati da vari animali da cortile e il torrente tagliava in due la valle prendendosela un po con più calma rispetto alle cascate che avevamo incontrato prima, tutto questo chiuso tra delle cime alte e frastegliate che salivano al cielo in maniera vertiginosa.
Fino ad allora il percorso nn è stato troppo impegnativo e parecchio bello, la segnaletica perfetta e la giornata bellissima,adesso ci aspettava una ripida salita verso quelle cime che circondavano la vallata, avevamo già raggiunto quota 1640 (siamo partiti da 966) e dovevamo raggiungere Pizzo 3 signori a quota 2550, di fatti la salita cominciava a farsi parecchio ripida, ma con un po di fiatone e qualche parolina in meno andavamo avanti e ci godevamo lo splendido panorama.
Tutto sembrava andare liscio come l'olio,ma ecco l'imprevisto.
Il sentiero 106 incontra un bivio e si fonde con il sentiero 101 che andava sia a destra che a sinistra,ma noi nn sapevamo da che lato fosse il pizzo,così all'unanimità si è scelto di andare a destra,avevamo giusto il 50% delle possibilità di fare la scelte giusta, e di fatti abbiamo sbagliato,ma nn ce ne siamo resi subito conto,ce ne siamo accorti molto più avanti.
Il sentiero nn saliva su ripido, praticamente era in verticale e sembrava nn finire mai,eravamo saliti in quota parecchio,sicuramente eravamo già sopra i 2200 e si saliva ancora in maniera spaventosa,camminavamo da circa 4 ore e si cominciava ad essere stanchi,per di più la temperatura era scesa di bestia.
Dopo aver affrontato praticamente una parete, il sentiero si addolciva un attimo,davanti a noi si aprivano diverse creste da scollinare,e la speranza che dopo ogni piccola cresta ci fosse la meta si spegneva rapidamente,ma cmq il buon umore nn calava eil paesaggio meritava veramente,nemmeno la nebbia calata all'improvviso ha spento il nostro spirito d'avventura.
Ad un tratto,dopo l'ultima cresta,si apre davanti a noi uno specchio di acqua.... il Lago Nero....Ci siamo guardati e ci siamo fatti una risata,e subito a dire che lo si sapeva che al bivio bisognava andare dall'altra parte.... come al solito nessuno si prende la colpa,anche se poi colpa nn è,visto che nn c'era niente di negatico in quello che avevamo visto e faticato.
Ci siamo coperti bene,visto che faceva parecchio freddo, siamo saliti fino in cima e abbiamo cominciato a mangiare i nostri panini, come la pubblicità del cioccolato novi,e solo che invece di dire "SVIZZERO? NO NOVI" dicevamo "PROSCIUTTO CRUDO? NO MORTAZZA!".
Ragazzi che vista,da un lato il Lago nero e tutte le montagne attorno,dall'altro lato,molto più in basso e piccolo piccolo il paesino da dove siamo partiti e lo sguardo si perdeva in spazi davvero ampi e sconfinati....
Dopo il giusto riposo,zaino in spalla di nuovo e cominciamo la discesa,altre 4 ore di cammino,anche se la discesa è stata molto più tranquilla, ce la siamo presa con comodo,ma è stato altrettanto bello,alla fne Pizzo 3 Signori nn lo abbiamo nemmeno visto,ma è solo questione di tempo...nn scappa mica
Siamo arrivati in auto distrutti,ma con l'umore alle stelle,è stata una bellissima giornata,nn ci è mancato niente, c'era il sole, la natura e l'allegria di un gruppo di improvvisati montanari,che anche se si perdono sbagliando strada,nn si perdono d'animo e tengono sempre alto l'umore.....
Alla prossima gita e se volete unirvi basta chiedere.....
August 03 tentata gita a bornoCi siamo riuniti di nuovo....
Destinazione Borno(bs) per provare a scarpinare fino alla conquista di pizzo camino,ma questa volta il tempo nn ci è amico,anzi ci è proprio avverso,visto che appena alzati pioveva così tanto da sembrare sotto una cascata.
Cmq nn ci siamo fatti scoraggiare e abbiamo deciso di partire... alle 7:00 eravamo in macchina,ma sarebbe stato più appropriato un gommone,e ci siamo diretti verso la meta....
Ambro,Simo e Giasty erano gia sul posto,andati la sera prima,aiutati dalla casa che Ambro ha sul luogo,io e Santi li avremmo raggiunti nella mattinata e, a parte l'acqua che veniva giu dal cielo ,avevamo previsto di arrivare a destinazione in orario.Per arrivare al posto di incontro ci siamo fatti aiutare dal GPS prestatoci da Enrico,e da li cominciano le prime disavventure,la tecnologia aiuta tanto,ma a volte riserva scherzi nn da poco,il bellissimo aggeggio era impostato sul tragitto più breve,ma il tragitto più breve nn sempre è il più comodo.infatti seguendo le istruzioni del navigatore abbiamo lasciato la strada principale per deviare in una strada secondaria(ma chiamarla strada è gia un complimento esagerato)che andava su con tornanti che più che salire ripidi,praticamente lanciavano una sfida ai migliori arrampicatori e alpinisti!!!!
La stradina era stretta e scomoda e perduta in mezzo alla montagna,io e Santi ci chiedavamo che tipo di stada ci stesse facendo fare,e ci aspettavamo da un momento all'altro di vedere i monaci tibetani per quanto saliva....
Ad un tratto la strada finiva anche di essere strada,e a quel punto ci siamo detti "basta,nn diamo più retta a sto coso,piuttosto chiediamo a qualcuno,ma almeno ci mettiamo su una strada degna di questo nome.
E così abbiamo cominciati a dirigergi verso la strada principale,mentre la vocina del GPS ci diceva "appena possibile fare un inversione a U" e noi facendogli il gesto dell'ombrello,finalmente abbiamo trovato la strada personale,e l'aggeggio con aria trionfante ci comunicava"siete arrivati alla meta" MAVAFF!!!!
Parcheggiamo e scendiamo dalla macchina,ed è bastato il tempo di arrivare alla porta d'ingresso per essere completamente bagnati,era abbastanza ovvio che nn si sarebbe andato da nessuna parte,ma ormai eravamo li,e quindi in qualche maniera si doveva occupare il tempo,la soluzione è arrivata subito e accettata all'unanimità....facciamoci una grigliata di carne....
Ambro si occupò del fuoco accendendo il camino,io Santi e Giasty al supermercato a fare le giuste compre.
E così comincia la grigliata....la carne si cuoceva sul fuoco scoppiettante,l'odore riempiva la stanza e l'appetito cresceva....e in men che nn si dica eravamo tutti attorno al tavolo a banchettare con l'ottima grigliata,in ottima compagnia....
Si è concluso il prnazo con un caffè e insieme al nostro banchetto era finito anche il maltempo,che sincronia,quindi visto che nn si poteva più conquistare nessun monte,almeno si poteva star fuori casa a goderci un po quell'aria frizzante....e fuori addirittura il sole!!!!!
Le nuvole erano passate,il cielo era di un colore spettacolare e le montagne si vedevano così bene che sembrava possibile scalarle con lo sguardo......
Va beh...è andata così....prendiamo le nostre cose e decidiamo di tornare a casa.....
Questa volta più che far andare le gambe abbiamo fatto andare le mascelle,ma pizzo camino resta da conquistare,e la prossima volta nn ci fermeranno 4 gocce d'acqua e un paio di braciole alla griglia....(forse).......
July 07 la conquista dei laghi gemelliE così siamo partiti per la nostra nuova conquista, i laghi gemelli..
Sveglia la mattina presto per preparare gli zaini,e poi via,subito in macchina a raggiungere l'attacco del senitero a Valcanale(bg).
Giunti al posto ci prepariamo alla lunga camminata,scarponi,bacchette e macchina fotografica, appena pronti ci siamo subito messi in marcia.
Subito ci ha accolti un fresco bosco,molto verde e bello,il sentiero andava su ripido,ma noi andavamo su come dei razzi,e il morale era molto alto, nonostante il fiato cominciava a gonfiarsi,si scherzava e rideva
Il bosco è attraversato un ruscello che con i diversi salti che fa,offre una bella spettacolarità,che la mia macchina fotografica ha cercato di riprodurre alla maglio,ma dal vivo...tutta un'altra cosa.
Quindi noi 4 avventurieri andavamo spediti alla conquista di questa nuova metà,l'unica cosa è che nn sapevamo bene quanto ci aspettasse da camminare,nessuno di noi conosceva il sentiero,anche se gia fin da subito,quel nuovo percorso ci piaceva parecchio.
Un percorso nn troppo faticoso,con uno psettacolo naturale da gustare,il sentiero era facile da seguire,abbastanza battuto, e ben visibile.
Man mano che andavamo avanti ci guardavamo attorno per vedere o almeno capire dove potesse essere il punto d'arrivo,ma l'unica cosa che vedvamo era una montagna di tutto rispetto davanti a noi,quindi abbiamo pensato che fosse quella la nostra meta.
Dopo 2 ore e mezzo di cammino abbiamo deciso di fare una pausa per poter bere un po,eravamo a buon punto,abbiamo stimato che per raggiungere il passo sarebbero bastati 40 minuti,anche se dando un'occhiata al sentiero che ancora dovavemo percorrere ci siamo accorti che l'ultimo tratto sarebbe stata una faticata,visto che si faceva particolarmente ripido.
Dopo un po d'acqua e qualche risata ci siamo rimessi in marcia,come al solito chiudevo la fila,un po per via delle foto che facevo e un po perche cominciavo a sentire sulle gambe il peso di quell'ultimo tratto.
Ma qualcosa nn tornava...stavamo per svalicare e cominciava a farsi più chiara davanti a noi un'altra cima,ci siamo guardati un attimo e ci siamo detti che ci sembrava improbabile che lo spazio tra la cima che stavamo svalicando e quella nuova che si presentava ci potessero stare 2 laghi,e infatti,appena raggiunti il passo ecco che davanti a noi si apre una piccola valle attraversata da un torrente,molto bella ma senza l'ombra di un lago,quindi era ovvio che nn eravamo ancora arrivati, c'era quell'altra cima da svalicare,e andava su che era una bellezza,va beh c'è poco da fare,e si ricomincia,ci dirigiamo verso la piccola valle,per poi raggiungere il sentiero che ci portava al passo.
In mezzo alla valle con la vernice scritto su una roccia diceva "laghi gemelli,sentiero 216,ore di percorrenza 1 ora e mezza"...
cioè dopo 3 ore di cammino ci apettava un'altra ora e mezza,e eravamo solo all'alndata,dovevamo anche ritornare!!!!!
Alla fine però siamo giunti al secondo passo,e subito appena svalicata la vetta si apriva davanti a noi un paesaggio bellissimo,
eccoli la..i laghi gemelli,bellissimi,simili nella loro forma e messi in comunicazione al centro da una stretta apertura,e più avanti il rifugio e la grande diga,Quota 1967 slm.
Era ora di pranzo....su faceva parecchio freddo,ci siaqmo coperti,e ci siamo messi a tavola,per mangiare i nostri panini,ma da dentro il rifugio veniva fuori un odore di brasato e polenta....lo stesso odore che la sera ci porterà tutti e 4 fuori a mangiare in un agriturismo.
Dopo pranzo il tempo cominciava a guastarsi,e si facevano sentire i primi tuoni.Subito in marcia verso il ritorno,ma il tempo nn sembrava fare concessioni,dopo la prima ora di marcia appena in tempo per svalicare il primo passo ecco che dal cielo arrivano le prime gocce di pioggia,quindi subito ad indossare la mantellina,e subito dopo pioggia torrenziale.che praticamnete nn ci ha lasciato per tutto il percorso,ma la pioggia dava a quel paesaggio un'altro apsetto,molto bello,e il rumore dell'acqua faceva parlare quel posto.Anche la miriade di ruscelli e cascate che avevamo incontrato nella salita sembravano più forti,prima il caldo stava spegnendo quei corsi d'acqua,adesso la pioggia dava loro nuova vita.
Finalmente raggiungiamo le auto,ma dopo ore di cammino sotto la pioggia,nn cercavamo più nemmeno riparo,ci togliamo da dosso il possibile per cercare di rimanere il più asciutto possibile,e ci rimettiamo in macchina....
Dopo 10 minuti di macchina e di pioggia violenta,eccoci di nuovo in mezzo al traffico e ai semafori rossi,ma nel cuore la splendida giornata passata in mezzo la natura,con ancora negli occhi il verde acceso,bei polmoni l'aria fresca e pulita e nella mente il suono dei ruschelli e della natura della montagna.
Fantastica compagnia,fantastici i posti....
Gia in progetto la prossima scarpinata....
Santi...Simone...Ambrogio...e io
E non meno importante Giasty,che in questa avventura nn c'era,ma nelle prossime ci sarà sicuramente come nelle precedenti
Ci serve solo una cosa:Noi 5 insieme e una meta,al resto ci pensiamo noi!!!!!!!!.
June 25 racchette da trekkingCiao,
oggi ti voglio bastonare con i bastoncini telescopici. L'uomo nasce quadrupede, perchè ciascuno di noi ha gattonato da bimbo, ma velocemente si è alzato in piedi per assumere la posizione eretta. Una domanda nasce spontanea: "Perchè mai dovrei dotarmi di bastoncini per tornare ad essere un quadrupede?" Le risposte ci sono e sono tante.
Se ti ho convinto almeno a provare l'uso dei bastoncini, puoi passare alla seconda parte di questo capitolo. Quali bastoncini scegliere? Come si usano? Poi dobbiamo regolare il lacciolo, che non deve essere troppo stretto da "soffocare" la mano, ma neanche troppo largo da perdere il bastoncino quando apriamo la mano. Dopo queste regolazioni , siamo pronti per partire. In discesa invece le punte vanno tenute davanti al corpo e ci dobbiamo appoggiare sopra, in modo da scaricare tutto il peso possibile. La manutenzione
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