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    November 06

    castagni e paesaggi

    Ottobre.... pieno autunno,le foglie cadono,le giornate si accorciano e diventano più fredde,si sta bene a casa,tra un libro e il calore di un plaid.... e noi cosa facciamo? ma che domande.... si va in giro sui monti!!!!
    Dati tecnici
    Partenza : Dervio (Lc) 229 s.l.m
    Arrivo: Monte alto 799 s.l.m
    Tempo di percorrenza : 2 ore
    Sentiero C.A.I. : Andare per il Sentiero del Viandante Verso Bellano,circa a metà strada si trovano le indicazioni C.A.I per Monte alto.
    Difficoltà: trekking.
     
    La mattina promette bene,il cielo è limpido e l'alba matura  velocemente,prendo lo zaino,faccio un rapido controllo per esser certo di nn dimenticare niente,mi chiudo la porta alle spalle e scendo giu in macchina,l'aria è pungente e chiudo bene il pile,salgo sull'auto e vado al luogo dell'appuntamento.
    Giasty è già li,questa volta siamo solo noi 2,ma nn importa sarà cmq una splendida giornata.
    Soliti convenevoli,si monta in auto e via,verso la nostra destinazione.
    Siamo quasi arrivati ,il sole sta annunciando l'inizio del nuovo giorno,prendiamo la provinciale che ci porterà a Dervio,la strada costeggia il lago e lo spettacolo è davvero notevole,tutto pian piano si sveglia,le anatre nuotano pigramente tagliando la superfice ferma dell'acqua,lo stesso lago sembra portare ancora un po del colore della notte appena passata.... beh foto obbligatoria!
    Posteggiamo l'auto e chiediamo informazioni,perchè in verità nn abbiamo la minima idea di dove comincia il sentiero,o per lo meno noi aabbiamo in mente qualcosa,ma di molto vago,quindi decidiamo di informarci su potenziali sentieri da poter scarpinare.
    Il simpatico signore ci indica un sentiero che collega Dervio a Bellano,ma precisa che il sentiero nn è molto lungo e nemmeno particolarmente bello,ma è l 'unico che è in grado di indicarci.
    Va beh,nn ne siamo particolarmente entusiasti,ma siamo qui e sicuramente nn torniamo indietro,ci facciamo dire dove attacca precisamente il sentiero e ci dirigiamo in quella direzione.
    Eccoci sul sentiero,effettivamente nn sembra granchè,siamo un po delusi,il sentiero si sviluppa sel versante del monte,poco al di sopra della strada provinciale,la vista sul lago è bella,ma spesso ostacolata da alberi, decidiamo di andare avanti,cmq la giornata è bella,il sole padroneggia in cielo e si sta davvero bene,così avanzo la proposta di una tintarella in spiaggia se il percorso si fosse concluso troppo presto ,per nn sprecare la bella giornata.
    Dopo circa 45 minuti di marcia lo stomaco cominciava a brontolare,propongo a Giasty di fare una pausa colazione,la proposta viene accettata con entusiasmo,visto che gli occhi nn hanno gran giovamento di questa gita,almeno accontentiamo la pancia.
    Finita la pausa panino ci rimettiamo in marcia,andatura lenta e sinceramente poca voglia di andare avanti,la giornata nn va come mi sarei aspettato,scambio 2 parole con il mio compagno d'avventure,anche lui sembra abbastanza deluso, ad un tratto vedo qualcosa che mi rallegra,2 strisce di colore sul muro, una bianca e una rossa,il segno del C.A.I.
    Faccio notare a Giasty il cartello che indica un sentiero che porta in alto,della durata di un'ora e mezza,wow finalmente qualcosa che ci stimola.
    Il nuovo sentiero comincia niente male,sale su di bestia,ma la cosa nn fa altro che aumentare la nostra voglia di andar su,presto ci ritroviamo in un castagneto ricchissimo,va beh,siamo qui per questo,e quindi cominciamo a raccoglier castagne,mamma quante ce ne sono,buttiamo gli zaini per terra e cominciamo la nostra raccolta,si sta davvero bene adesso,la voce del bosco ci fa compagnia,il sole filtra tra le foglie colorando il sottobosco delle tonalità dell'autunno,finalmente ritroviamo la natura in cui ci piace stare,comincia anche una piccola competizione su foto d'autore,ma li nn c'è gara,Giasty vince a pieni meriti.
    Dopo aver raccolto un bel po di castagne,ci rimettiamo in marcia,il sentiero è più spettacolare che duro,o forse è così bello che ci distrae  dalla fatica,ogni volta che il sentiero svolta  nuovi paesaggi compaiono  davanti i nostri occhi,l'autunno è scoppiato da un pezzo e nel bosco è un carnevale di colori,davvero bellissimo,poi si va sempre più in altro e il sentiero affaccia  spesso sul lago che diventa sempre più ampio, lo si vede zigzagare tra i monti,il sole è caldo,anche troppo per esser pieno Ottobre,la giornata stupenda,sono contentissimo di esser quassù a godermi questo spettacolo,chissà che invidia quando lo racconterò ai ragazzi!
    Il sentiero era praticamente un tappeto di ricci e castagne,ogni tanto ne raccolgo qualcuna per mangiarla ,Giasty è impegnato in qualche foto,io respiro a pieni polmoni,un po per gustare il sapore buonissimo di quest'aria incontaminata,un po per via del sentiero che si fa a tratti più ripido,nn poteva andare meglio,è un posto bellissimo e cercare di descrivere  la natura che mi circonda è un impresa,il paesaggio ti toglie il fiato.
    Siamo in marcia da un po,il sentiero di apre su uno spiazzo molto largo,vediamo una casa vecchia,ma in uno splendido stato,"secondo me è la casa dei 7 nani"dico a Giasty,merita una foto,anche qui la natura da spettacolo,il bosco si apre e gli spazi diventano più ampi,praticamente davanti a noi si estende un verde prato con degl'alberi che nn hanno l'aria di essere giovanissimi,ma cmw in splendida forma,ci sono diverse case in ottimo stato ,per niente abbandonate,vicino ad una di queste passa un torrente che pigramente scorre attraverso il prato,decidiamo di fare un giro intorno abbandonando per il momento il sentiero,mi dirigo verso il ruscello per fare qualche foto,e mi accorgo che poco più su lo stesso prima fa un salto meraviglioso da una roccia e finisce in un piccolissimo laghetto,a questo punto mi aspetto di vedere anche Biancaneve che parla con i cerbiatti,qui è davvero un paesaggio da favola!!!!
    Dopo le giuste foto ci rimettiamo in marcia,un cartello ci indica ancora un quarto d'ora,il sentiero sale ancora per un po costeggiando a tratti il ruscello,ci porta in una raduna,dove sorgono parecche case,molto probabilmente nella stagione estiva servono per portare al pascolo il bestiame,davanti a noi si erge una piccola collina che ci ostacola la vista sul lago,propongo di andare su per vedere com'è la vista,così ci incamminiamo.
    WOW..... sono senza fiato,si vede tutto il lago che sparisce all'orizzonde mischiandosi con il cielo,è bellissimo,uno spettacolo unico,sono estasiato,mi siedo su un sasso e invito Giasty a sedersi con me,ci godiamo lo spettacolo,davanti a me il lago sembra una lastra d'argento,sulle coste si vedono piccoli paesini che si sono sviluppati sulle rive,il contrasto tra il cielo e l'acqua è spettacolare,una barca attraversa il lago creando delle rughe sullo specchio d'acqua prima perfetto,chiedo a Giasty come provare a descrivere una cosa del genere,facciamo entrambi vari esempi,ma nessuno rende l'idea,concludo che certe cose bisogna vederle con gli occhi!
    Sento di nuovo i morsi della fame,ripenso ai panini che ho fatto fuori prima e mi pento di nn averne lasciato nessuno,poi ripenso alla barretta di cioccolato,va beh,metterò su un po di ciccia,ma per oggi si puo fare un eccezione,la scarto e la mangio.... mmmm  molto buona,è con le nocciole,la mia preferita,adesso tutti e 5 i sensi sono appagati!
    Adesso è ora di tornare indietro,raccogliamo gli zaini e ci rimettiamo in marcia,la discesa nn è troppo impegnativa e il nostro passo è accompagnato da una piacevole chiaccherata,ormai è quasi il tramonto,riprendiamo di nuovo il sentiero iniziale fino a giungere di nuovo in strada fino al parcheggio dell'auto,adesso che siamo arrivati sento all'improvviso tutta la stanchezza della camminata,saliamo in auto e Giasty mi propone di andare un attimo in spiaggia per goderci la vista del lago anche dal basso,io accetto senza pensarci 2 volte,ci dirigiamo verso la spiaggia,parcheggiamo l'auto e scendiamo a riva.
    Il tramonto si specchia sul lago,il sole muore dietro le case(questa nn è mia) il cielo è ancora azzurro,ma la sera è prossima ad arrvare,si sta davvero bene,ci sediamo su una panchina per goderci la vista del tramonto,ma poi un altro bisogno si fa sentire,guardo il mio compagno di camminata e lui mi capisce al volo,sosta al primo bar per gelato e birra(e poi mi lamento per la panza)!!!!!!!
    Giornata stupenda,sembrava esser partita un po male,ma poi si è sistemata,anche questa volta sono entusiasta della mia passeggiata in mezzo la natura,mi fa star davvero bene e devo tanto anche alla compagnia che ho,proverò a conservare a lungo le senzazioni provate oggi  e nelle altre camminate e cercherò di far rimanere vivo il ricordo della vista di paesaggi stupendi come quelle appena vissute,sono emozioni che nn voglio perdere,esperienze uniche che meritano un posto nella mia memoria e nel mio cuore,devo tutto agli splendidi amici con cui vado,se la nostra amicizia fosse diversa nn sarebbe lo stesso.
    October 16

    passeggiata nei boschi

    Non poteva passare tanto....
    Anche questa volta ci siamo dati appuntamento alla solita ora per un'altra escursione nel cuore della natura....
    Questa volta nn vi do dati tecnici su quale è stata la nostra meta e varie informazaioni sul percorso,nn perchè io nn voglia,semplicemente perchè nn ne ho....ma  adesso vi spiego....
    Come ho detto prima,ci siamo ritrovati al solito posto,alla solita ora.... soliti convenevoli,solite battute,solita voglia matta di camminare e respirare.....
    La destinazione iniziale era un paesino in provincia di Lecco,il nome del paese Moggio ( e il nome è gia tutto un dire)... di fatti nn c'era un'anima...
    Ci affidiamo al mio infallibile navigatore che nn sbaglia mai un colpo,che conosce tutte le strade,che ci accompagna ad occhi chiusi verso le mete più sperdute in un tempo estremamente breve.... difatti dopo mezz' ora eravamo ancora a Monza (che per le persone comuni che conoscono la strada dista da casa mia 5 minuti) imbottigliati nel traffico...
    Dopo varie imprecazioni verso il navigatore,con la voglia matta di mostrargli la via più breve verso la prima discarica, siamo giunti al fatidico paesino...( la prossima volta piuttosto di seguire le indicazioni del navigatore,guardo in cielo e aspetto la stella cometa...)
    Giunti sul posto cerchiamo l'aggancio del sentiero che ci doveva portare al rifugio scelto per questa scarpinata.... ma niente... nn c' è traccia,nemmno l'ombra del tanto sospirato sentiero... l'unico sentiero indicato era di uno che avrebbe dovuto condurci al rifugio castelli.... ci guardiamo e diciamo,.. MA SI,UNO VALE L'ALTRO...
    cominciamo a camminare su strada asfaltata.... nn c'èra niente di naturale,infatti temavamo quasi di incontrale qualche casello autostradale, avevamo deciso che se continuava casì al prossimo autogrill chiedavamo informazioni....
    Ad un tratto però il paesaggio cambia... la natura comincia a mostrarsi e il sentiero comincia a farsi strada nel bosco....
    Adesso è tutta un'altra storia,il bosco si incendia con i colori autunnali, il rosso e il giallo cominciano ad essere le tonalità predominanti del paesaggio,il rumore delle foglie che cadono dagli alberi,ricorda la scoppiettio della legna sul fuoco,che spettacolo!!!!!!
    Il terreno è di un rosso acceso,le foglie ricoprono tutto,ci troviamo come nel mezzo di un mare rosso,e come in un mare anche le onde disegnate dai dislivelli del terreno,e il rumore delle onde provocato dal calpestio delle foglie sotto i nostri piedi....
    E' tutto bellissimo, l'unica cosa è che praticamente in questo mare di foglie.... in questo perdersi tra suoni e colori.... ci siamo persi sul serio.....
    Del sentiero nemmeno l'ombra... le foglie lo nascondevano completamente,e noi nn sapevamo più dove andare...
    Andammo avanti ancora per un po.... ma del sentriero nessuna traccia....  avevamo camminato per circa 2 orette e il rifugio nn poteva essere lontano,così abbiamo cominciato a cercarlo.... e come dice il proverbio.... chi cerca trova e noi per l'appunto nn l'abbiamo trovato.... ormai era quasi ora di pranzo (panino),quindi di quasi comune accordo decidemmo di tornare indietro per un po e fermarci in uno spiano incontrato in precendenza....
    Una volta li ci siamo fermati... il sole era caldo, l'aria buonissima,la compagnia ottima....
    cominciammo a  mangiare e a chiaccherare... wow che spettacolo,si stava benissimo,ci sdraiammo sull'erba,il sole che ci batteva caldo sulla pelle ma senza esser cuocente,il paesaggio che si apriva davanti ai nostri occhi era splendido,il versante della montagna si spegneva dolcemente nella valle sottostante,di fronte a noi all'orizzonte compariva imponente la cima della Grigna,il cielo attraversato da qualche innocua nuvola,le stesse sembravano barche in mezzo alla vastità del mare, e il suono del bosco in autunno... le foglie che cadono e coprono tutto,sugli alberi una volta verdi,adesso predomina il giallo e il rosso,sembra quasi che sulla chioma di ogni albero si ripeta la poesia di un tramonto estivo,e se ci si pensa un po,in questo periodo anche la rigogliosità degli alberi è al tramonto.... davanti a tutto questo spettacolo i miei occhi trovavano appagatezza.
    Parentesi romantica finita,decidiamo che è ora di scendere.... cosi ci rimettiamo in marcia..sempre tra risate e sane chiaccherate...la discesa però era un po complicata,nn per il sentiero che fosse troppo ripido,ma per le foglie scivolse,che spesso nascondevano tranelli.....
    Una volta arrivati giù, nn avevamo affatto voglia di tornare a casa,la giornata era troppo bella per richiudersi in casa,e poi era ancora presto....
    Così,come se fossimo dei bambini ci siamo inventati un sacco di giochi,sembravamo davvero dei ragazzini che giocano spensieratamente.... un'altra di quelle sensazione che terrò ben stretta con me....
    Ne abbiamo fatte di tutti i colori,eravamo completamente rilassati,stavamo insieme,parlavamo,giocavamo,...in poche parole, stavamo bene...ma bene davvero.
    Ma per concludere la giornata ci mancava lo spunto finale.....
    Ed ecco che li per terra compare una castagna,poi un'altra e un'altra ancora....così cominciammo a raccoglierle,nn si smetteva un attimo di ridere,è partita anche una singolare sfida a colpi di ricci di castache tra me e Giasty.... caspita se pungono.... ma chi se ne frega,eravamo li,eravamo noi... nn ci serviva altro....
    Ragazzi che giornata,che si conquisti o meno la vetta,nn è un problema,si sta alla grande lo stesso....
    Il nostro segreto? la nostra amicizia
    La nostra compagna? la natura
    La cosa più bella? Noi !!!!!!!!!!
     
    September 19

    pizzo camino

     
    Nuova sfida per i giovani scalatori....
    La meta è Pizzo Camino(2590 slm),una vera e propria cima, la partenza Borno(980 slm)
    Alle 8 eravamo gia pronti,zaino in spalla e umore alto,la giornata era stupenda,sapevamo tutti che nn sarebbe stata facile,ma quando il gruppo si unisce,nessuna fatica può ostacolarci.
    Ci siamo messi in marcia,il primo pezza era quasi su strada,molto ripido,andammo avanti così per circa 20 minuti,camminando un po dentro il bosco,ragazzi che spettacolo,tutto verde,tutto vivo.
    Dovevamo svalicare 2 monti più piccoli,arrivare al rifugio sotto Pizzo Camino e poi iniziare la salita verso la cima.
    Tutto andava bene,la giornata era superba, la visibilità ottima,le montagne attorno a noi sembravano vicinissime,i paesaggi mozzafiato.
    Tutto era bellissimo ma eravamo gia in marcia da 3 ore,nn mancava tanto al rifugio,una sosta ci avrebbe fatto sicuramente bene,gia di strada ne avevamo fatta tanta,ma il bello doveva ancora iniziare.....
    Finalmente vediamo il rifugio,erano passate 4 ore dalla partenza,ci informiamo con il rifuggiante quanto mancasse a pizzo camino,e la risposta fu un'altra ora e mezza.
    Rimanemmo un po perplessi,eravamo a quota 1700 quindi avevamo fatto 800 metri di dislivello in 4 ore, è vero che il sentiero per lunghi tratti spianava parecchio e quindi avevamo  impiegato di più a coprire quel dislivello,ma praticamente ne mancavano altri 900 metri per la vetta e sapere che mancava un'ora è mezza alla meta ci puzzava parecchio,praticamente per coprire quel dislivello il sentiero si doveva sviluppare quasi in verticale....ma dai..... impossibile..... si sarà sbagliato o abbiamo capito male noi....
    Ci allontaniamo  dal rifugio,andavamo avanti tranquilli per un'altra mezz'ora,girammo un po intorno alla montagna e appena arrivati ai piedi della stessa cercammo il sentiero....
    ed eccolo la,ma che quello fosse il sentiero fu solo pura intuizione,praticamente davanti a noi si apri un ghiaione ripido che saliva alto sul versante ,ci siamo rimboccati le maniche ( o i pantaloncini) e cominciammo a salire...
    La fatica era mostruosa,il terreno crollava sotto i piedi,bisognava stare attenti e poi andava su di bestia,saliva ripidissimo....un bell'inizio ho pensato...ma il bello doveva ancora venire...
    Finito sto ghiaione, il terreno cominciava a diventare più solido,anzi vera e propria roccia,beh pensai meglio così,almeno nn rischio di scivolare giu...
    Facciamo 5 minuti si un quasi sentiero, in vista del primo tornante,passato lo stesso il sentiero andava su per una parete molto più ripida del ghiaione che mi mancava quasi il fiato vedendo quello che dovevo ancara fare...
    I ragazzi cominciarono a salire e io li segui,i bastoncini cominciavano ad essere un impiccio,per molti tratti della camminata mi servivano anche le mani,così decisi di metterli via.
    Molto faticosamente cominciai a salire,ma li nn era piu una camminata,era quasi una scalata,si saliva davvero quasi in verticale,usavo mani e piedi,mi reggevo negli spuntoni,era come un enorme scala,strettissima e con i gradini un po qua e un po la....e sopratutto ripida....
    Dopo il versante decidemmmo di fare una sosta per riprendere fiato,controlliamo l'altimentro segnava 2000...ma avevamo fatto un'ora e mancavano ancora 600 metri,più in la il sentiero scompariva dietro una grossa roccia,così dopo una breve pausa ci rimettemmo di nuovo in marcia....
    Io ero distrutto nn riuscivo a muovere più un muscolo,ho addirittura pensato di mollare,ma siamo un gruppo,e il gruppo cammina sempre insieme...quindi strinsi i denti e andai avanti...
    Dopo l'enorme masso ciò che vidi,mi fece quasi star male,tutto ciò che avevo passato prima in confronto era un gioco,questa si che era una parete verticale,mi aspettava una vera e propria arrampicata.
    Il sentiero andava su per una spaccatura della montagna,la parete era proprio in verticale e dal basso nn si vedeva la cima...eravamo tutti impegnatissimi in quella salita, con la concentrazione al massimo livello,ci chiamavamo a voce parecche volte per accertarci che tutto andasse bene,questi nn erano gradini,questa era una parete da scalare,se in quella di prima camminavo cmq un po piegato per darmi più stabilità qui nn potevo,dovevo stare ben dritto,e a volte anche in punta di piedi per potermi aggangiare all'appiglio successivo....
    Mancavno gli ultimi passi,la cima era vicina,ci apettammo tutti alla fine dell'arrampicata per poter fare gli ultimi metri insieme.
    Finita la scalata il sentiero spianava di nuovo,alzai lo sguardo e vidi una colonna di ferro che si alzava dalla cima poco distante da me,ci rimettiamo in marcia e dopo poco arrivamo in cima....
    buttiamo a terra gli zaini,e ci abbracciamo l'uno con l'altro nonostante fossimo in uno stato pietoso,e la festa fu grande,eravamo felicissimi!!!!....Pizzo Camino era conquistato...
    Ragazzi nn vi dico che vista...da quell'altezza si aprivano davanti a noi panorami senza precedenti...era tutto bellissimo,si vedeva pure il paesino da dove partimmo,sembrava una macchia sul verde attorno,mamma mia che spettacolo,ci sentivamo sul tetto del mondo...una sensazione incredibile,il cielo nn era mai stato così vicino.
    Nonostante tutto,a volte nn si può immaginare quando sia affollato il mondo.
    Eravamo a 2560 msl,su di una cima che era più stretta di una stanza,chi doveva esserci lissù proprio oggi e proprio in quel momento? Nessuno infatti,ma un momento dopo dall'altro versante ecco altri 3 intrepidi scalatori,con i quali abbiamo subito stretto amicizia e raccontato un po come era andata la salita.
    Mangiammo tuti insieme,pian piano le forze ritornarono,e la fatica fu cancella dalla soddisfazione della conquista....
    Ci siamo riposati per un'ora e poi cominciammo a scendere di nuovo,arrivare giu fu meno faticoso,ma altrettanto impegnativo....
    Facemmo una pausa al rifugio ai piedi del Pizzo e poi ci rimettemmo in marcia verso casa.
    Arrivammo alle 8 di sera....12 ore di camminata.....la sera crollammo nei nostri letti,quasi senza mangiare...
    Che fatica ragazzi,ma ne valeva proprio la pena....
    CI sono posti che meritano proprio di essere visti e che la macchina fotografica nn riesce a spiegare bene,bisogna esserci per capire quanto bello sia,bisogna faticare per apprezzarne di più la bellezza,bisogna sentirla propria quella conquista,bisogna respirare quell'aria e ascoltare quel silenzio...
    Ve le mostro pure le foto....ma quelle nn rendono....Ragazzi bisogna esserci.... e noi c'eravamo.
     
    August 29

    quasi pizzo 3 signori,oppure lago nero a sorpresa

    Ragazzi.... siamo partiti di nuovo.
    La nostra meta era Pizzo 3 Signori,aggancio del sentiero ( cai 106) a Ornica in Val Brembana.
    Ci siamo incontarti alle 7 a casa mia, gli intrepidi conquistatori stavolta erano solo 3, ma nn per questo lo spirito d'avventura era calato.
    Si monta in macchina e si viaggia verso questo paesino di montagna che conta 210 calorosissimi abitanti, e un paesaggio che lascia senza fiato.
    Si arriva alla meta verso le 8:30,ma prima di mettrsi in marcia dobbiamo fare provviste per la scarpinata, quindi ci fermiamo prima in un bar per il caffè e dopo in una salumeria per i panini, e tutti molto gentili e disponibili, tutti che ci salutavano e ci auguravano buona giornata.
    Abbiamo cercato il parcheggio per l'auto, indossato zaini e scarponi, e partiti alla conquista di questa nuova meta.
    Il paesino è attraversato da un torrente che da spettacolo, e da una natura rigogliosa e mozzafiato,il sentiero comincia con una ripida mulattiera affiancato dal torrente che con bellissimi salti e slalon tra le rocce ci accompagna fino alla Valle del Diavolo, ma devo dire che di diabolico aveva ben poco.
    Dopo circa un'ora e mezza di cammino si aprivano prati e pascoli abitati da vari animali da cortile e il torrente tagliava in due la valle prendendosela un po con più calma rispetto alle cascate che avevamo incontrato prima, tutto questo chiuso tra delle cime alte e frastegliate che salivano al cielo in maniera vertiginosa.
    Fino ad allora il percorso nn è stato troppo impegnativo e parecchio bello, la segnaletica perfetta e la giornata bellissima,adesso ci aspettava una ripida salita verso quelle cime che circondavano la vallata, avevamo già raggiunto quota 1640 (siamo partiti da 966) e dovevamo raggiungere Pizzo 3 signori a quota 2550, di fatti la salita cominciava a farsi parecchio ripida, ma con un po di fiatone e qualche parolina in meno andavamo avanti e ci godevamo lo splendido panorama.
    Tutto sembrava andare liscio come l'olio,ma ecco l'imprevisto.
    Il sentiero 106 incontra un bivio e si fonde con il sentiero 101 che andava sia a destra che a sinistra,ma noi nn sapevamo da che lato fosse il pizzo,così all'unanimità si è scelto di andare a destra,avevamo giusto il 50% delle possibilità di fare la scelte giusta, e di fatti abbiamo sbagliato,ma nn ce ne siamo resi subito conto,ce ne siamo accorti molto più avanti.
    Il sentiero nn saliva su ripido, praticamente era in verticale e sembrava nn finire mai,eravamo saliti in quota parecchio,sicuramente eravamo già sopra i 2200 e si saliva ancora in maniera spaventosa,camminavamo da circa 4 ore e si cominciava ad essere stanchi,per di più la temperatura era scesa di bestia.
    Dopo aver affrontato praticamente una parete, il sentiero si addolciva un attimo,davanti a noi si aprivano diverse creste da scollinare,e la speranza che dopo ogni piccola cresta ci fosse la meta si spegneva rapidamente,ma cmq il buon umore nn calava eil paesaggio meritava veramente,nemmeno la nebbia calata all'improvviso  ha spento il nostro spirito d'avventura.
    Ad un tratto,dopo l'ultima cresta,si apre davanti a noi uno specchio di acqua.... il Lago Nero....Ci siamo guardati e ci siamo fatti una risata,e subito a dire che lo si sapeva che al bivio bisognava andare dall'altra parte.... come al solito nessuno si prende la colpa,anche se poi colpa nn è,visto che nn c'era niente di negatico in quello che avevamo visto e faticato.
    Ci siamo coperti bene,visto che faceva parecchio freddo, siamo saliti fino in cima e abbiamo cominciato a mangiare i nostri panini, come la pubblicità del cioccolato novi,e solo che invece di dire "SVIZZERO? NO NOVI" dicevamo "PROSCIUTTO CRUDO? NO MORTAZZA!".
    Ragazzi che vista,da un lato il Lago nero e tutte le montagne attorno,dall'altro lato,molto più in basso e piccolo piccolo il paesino da dove siamo partiti e lo sguardo si perdeva in spazi davvero ampi e sconfinati....
    Dopo il giusto riposo,zaino in spalla di nuovo e cominciamo la discesa,altre 4 ore di cammino,anche se la discesa è stata molto più tranquilla, ce la siamo presa con comodo,ma è stato altrettanto bello,alla fne Pizzo 3 Signori nn lo abbiamo nemmeno visto,ma è solo questione di tempo...nn scappa mica
    Siamo arrivati in auto distrutti,ma con l'umore alle stelle,è stata una bellissima giornata,nn ci è mancato niente, c'era il sole, la natura e l'allegria di un gruppo di improvvisati montanari,che anche se si perdono sbagliando strada,nn si perdono d'animo e tengono sempre alto l'umore.....
    Alla prossima gita e se volete unirvi basta chiedere.....
     
     
     
    June 25

    racchette da trekking

    Ciao,
    oggi ti voglio bastonare con i bastoncini telescopici.
    L'uomo nasce quadrupede, perchè ciascuno di noi ha gattonato da bimbo, ma velocemente si è alzato in piedi per assumere la posizione eretta. Una domanda nasce spontanea: "Perchè mai dovrei dotarmi di bastoncini per tornare ad essere un quadrupede?"
    Le risposte ci sono e sono tante.
    1. Salviamo le ginocchia. Chiunque frequenti la montagna da un po' di tempo, sa benissimo che il nostro punto più delicato sono le ginocchia, che devono supportare e sopportare il nostro peso più quello dello zaino per migliaia e migliaia di passi su terreno accidentato. I bastoncini aiutano a scaricare fino al 30% del peso, in questo modo se hai una stazza totale di circa 75Kg, con i bastoncini le ginocchia sono oppresse solo da 50Kg di peso.
      Questo vale soprattutto lungo la discesa. Se usi i bastoncini correttamente le tue ginocchia ti ringrazieranno per l'eternità
    2. ... e le braccia? Noi escursionisti soffriamo di una classicissima sindrome, che ci ingrossa le gambe e ci assottiglia le braccia: le prime sono sempre sotto sforzo, mentre le seconde sono lì a non far nulla, se non per afferrare un panino. I bastoncini compensano adeguatamente questo evidente squilibrio, in quanto, specie in salita, si usano anche le braccia per aiutarci nella progressione, spingendo sui bastoni, come avviene nello sci da fondo
    3. Aiutiamo l'equilibrio. E' indubbio che 4 punti d'appoggio sono più stabili di 2. Questo teorema vale se si usano i bastoncini correttamente (evitando ad esempio che vadano a finire tra le gambe, nel qual caso l'equilibrio è più che compromesso) e se il terreno permette il loro utilizzo (se c'è da attraversare un tratto dove dobbiamo utilizzare le mani per appoggiarci alla roccia, è ovvio che i bastoncini sono solo d'intralcio)
    4. Respiriamo a pieni polmoni. Grazie all'uso dei bastoncini si ha un movimento amplificato delle braccia in avanti e indietro, il che aiuta ad aprire la cassa toracica e a respirare con maggiore efficienza

    Se ti ho convinto almeno a provare l'uso dei bastoncini, puoi passare alla seconda parte di questo capitolo.

    Quali bastoncini scegliere?
    I bastoncini sono composti fondamentalmente da tre parti: l'impugnatura (che include il lacciolo), il tubo e la punta terminale (che include o meno una rondella di plastica.
    L'impugnatura e il lacciolo devono essere i più ergonomici possibile, secondo la famosa legge "Più è comodo, più è sicuro". Prendendo in mano il bastone lo dovresti sentire tutt'uno con la mano, come se fosse un prolungamento ideale del braccio.
    Il tubo (cioè il supporto) dev'essere telescopico, in modo da ridurre l'ingombro del bastoncino quando non lo devi utilizzare. Quindi sono sconsigliati i bastoncini usati per lo sci (sia da discesa che da fondo). I bastoncini da scialpinismo sono normalmente composti da due spezzoni, che per noi escursionisti sono troppo pochi, perchè il bastone "a riposo" rimane troppo lungo. Molto meglio utilizzare quelli con tre spezzoni.
    La punta finale è quella che ti permette di appoggiare il bastone sul terreno e quindi deve essere molto solida e non scivolare. Alla punta è normalmente associata una rondella, che deve essere sostituibile. Le rondelle hanno due dimensioni: quelle larghe vanno bene sulla neve (per esempio ciaspolando), mentre quelle più piccole sono adatte a terreni escursionistici ed evitano che la bacchetta "sprofondi" tra i sassi e le rocce.
    Considerazione finale: il peso è fondamentale, perchè questi aggeggi li muoviamo migliaia di volte durante una giornata. Meno peso = meno fatica e maggiore possibilità di controllo dell'attrezzo.
    La tecnologia sta facendo anche in questo campo dei passi da gigante e sono recentemente usciti dei bastoni in fibra di carbonio, che sono tanto leggeri quanto fragili. Fate attenzione che noi escursionisti utilizziamo i bastoncini su terreni spesso impervi e sconnessi, per cui subiscono un sacco di colpi e la fragilità può diventare un brutto problema.

    Come si usano?
    Prima di tutto stabiliamo la lunghezza del bastoncino, che deve permettere di avere un angolo retto tra il braccio e l'avambraccio, quando appoggiamo la punta del bastone visino allo scarpone.
    Questo vorrebbe dire che il bastone dovrebbe essere accorciato in salita e allungato in discesa.
    Sui tubi telescopici ci sono segnate delle tacche che ti aiutano nella scelta della lunghezza. Di solito c'è una tacca superiore (spesso indicata con STOP), che non fa mai superata, sennò si compromette la resistenza del bastoncino.

    Poi dobbiamo regolare il lacciolo, che non deve essere troppo stretto da "soffocare" la mano, ma neanche troppo largo da perdere il bastoncino quando apriamo la mano.

    Dopo queste regolazioni , siamo pronti per partire.
    Le braccia si muovono in modo alterno alle gambe, come avviene sempre quando camminiamo... e fin qui nulla di nuovo.
    In piano o in salita, il bastoncino è tenuto con una posizione inclinata avente l'impugnatura davanti alle punte, come nel disegno qui sotto. Idealmente la punta del bastoncino in posizione avanzata dovrebbe toccare il terreno tra i due piedi.

     In discesa invece le punte vanno tenute davanti al corpo e ci dobbiamo appoggiare sopra, in modo da scaricare tutto il peso possibile.
    Queste tecniche derivano non solo dal buon senso, ma sono state affinate dal Nordic Walking.

    La manutenzione
    Con quello che costano, è un peccato dover buttare via i nostri amati bastoncini, perchè abbiamo dimenticato alcune facili regole di manutenzione:

    • a casa, aprire i bastoncini, scomporli nei vari tronconi e lasciarli asciugare. Questo evita la formazione di quel sottile strato di ossido che si può formare internamente e che impedisce la chiusura dei bastoni
    • una volta asciugati, ricomponete i bastoncini, ma non serrate la chiusura, in modo da evitare inutili tensioni sulle guarnizioni
    • se non si riesce a serrare un bastoncino, apritelo, controllate che il sistema di chiusura sia funzionante, magari pulitelo e poi riprovate.

    trekking

    Ragazzi,che figata andare su per i monti,in mezzo la natura a vedere dei paesaggi che pensavo fossero delle creazioni televisive,fantastico....
    Uno spettacolo!!!
    Così ho messo alcune foto sul questo blog per condividere con voi alcuni dei paesaggi più belli....
    Per il momento tutto qui.
    Se avete posti da consigliarmi o suggerirmi fatevi pure avanti,magari ci scambiaremo qualche esperienza....
    Ciao a tutti !!!!!!