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al solito postoJuly 29 Le foto più belle...Ho raccolto un pò di foto di tutte le camminate che nn vi ho raccontanto, perchè anche se il mio spirito da romanziere si è fermato, la mia voglia di camminare immerso nella natura nn si è fermata.
Ci sono le camminate fatte in quest'inverno, dove ho trascurato inesorablmente il mio blog, ma ho voglia di condividere le mie foto con chiunque abbia il desiderio di guardarle, anche per un'occhiata distratta.
I posto sono sempre magnifici e le persone che mi accompagnano speciali, ogni singolo posto, ogni singolo passo vale la pena di esser raccontanto e visto, magari faccio venire voglia di provare l'emozione di entrare nel cuore della natura, beh.. io sono sempre in cerca di compagnia...
Dalla prossima camminata prometto che cercherò di ritornare a scrivere e descrivere come facevo prima, così sarà come portarvi un pò con me... March 23 Giro Val CanzoiRaccontare, parlare, è molto difficile.
È sempre duro arrivare così vicino all'essenza della vita e poi, dopo, ritornare indietro e sentirsi imprigionati nelle strettoie del linguaggio completamente inadeguato a tradurre in simboli i concetti la totalità dell'esperienza vissuta. Un esperienza lunga e sofferta che mi ha permesso di capire una verità fondamentale: alla base di tutto, di ogni azione che l'uomo compie, dev'esserci sempre Amore." RENATO CASAROTTO, Oltre i venti del Nord "A chi mi chiede:
"Camminare per me significa entrare nella natura.
Ed è per questo che cammino lentamente, non corro quasi mai. La Natura per me non è un campo da ginnastica. Io vado per vedere, per sentire, con tutti i miei sensi. Così il mio spirito entra negli alberi, nel prato, nei fiori. Le alte montagne sono per me un sentimento" REINHOLD MESSNER "Sulla montagna sentiamo la gioia di vivere,
la commozione di sentirsi buoni e il sollievo di dimenticare le miserie terrene. Tutto questo perché siamo più vicini al cielo." EMILIO COMICI Con i valloni deserti,
con le gole tenebrose, con i crolli improvvisi di sassi, con le mille antichissime storie e tutte le altre cose che nessuno potrà dire mai..." DINO BUZZATI, Barnabo delle montagne ...Sono le grandi cattedrali della terra, "Troverai più nei boschi
"Nessuno può dire di aver sentito "Basta un colle, una vetta, una costa. October 22 Pizzo Tre SignoriPIZZO TRE SIGNORI
DATI TECNICI
Partenza : ORNICA - 992 M.S.L. Arrivo : PIZZO TRE SIGNORI – 2554 M.S.L. Tempo di salita : 4,30 Ore. Sentiero CAI : 106. Difficoltà : Escursionisti.
Ed eccomi a raccontarvi un’altra di quelle storie dove fanno da protagonisti i paesaggi, la fatica e l’amicizia.
Quella mattina ci siamo ritrovati per andare a saldare un vecchio conto, che per vari fattori, abbiamo lasciato in sospeso l’anno scorso, IL PIZZO TRE SIGNORI.
Il cielo di quella mattina d’Agosto non era limpidissimo, ma l’aria calda estiva era molto piacevole questa volta non c'erano scuse... i ragazzi hanno deciso…. Il Pizzo ha le ore contate.
Il posto da dove attaccava il sentiero lo conoscevamo per bene, con questa salivano a tre le volte che tentavamo di fare nostra quella cima, e questa volta dovevamo riuscire, non c’erano più scuse.
Conoscevo bene il sentiero, ma nonostante ciò restavo ancora incantato dalla bellezza della natura che cresceva ai piedi di quella montagna.
Per tutto il primo tratto un ruscello ci accompagnava nel nostro commino, il paesaggio era bellissimo e il corso d’acqua saltava e correva verso valle all’interno di un bosco rigoglioso , e i profumi e i suoni di quel posto investivano i miei sensi, il mondo caotico della città aveva lasciato il posto alla pace frenetica della natura.
Dopo un po’ il bosco si apriva lasciando il posto ad un enorme pascolo rigoglioso, il sentiero spariva dentro quei prati che salivano verso la cima, il percorso da fare era ancora lungo, ma la voglia di andar su era tanta.. questa volta non c’erano scuse.
Il cielo nascondeva a volte il suo azzurro intenso dietro nuvole pacifiche e ogni tanto il vento procurava brividi di freddo, il passo era tranquillo e le chiacchiere si alternavano a momenti di silenzi, si procedeva senza nessuna fatica particolare, ma la cima era ancora lontana, le altre volte non siamo riusciti a raggiungere la vetta perché non riuscivamo a trovare la strada, ma questa volta avevo preso parecchie informazioni, non potevo sbagliarmi.
Arrivati al bivio che spesso ci ha ingannato, ci fermiamo a cercare la strada giusta, e ci abbiamo messo un po’ di tempo, il sentiero non era ben segnalato, ma fortunatamente siamo riusciti a trovare il tracciato che ci avrebbe portato su.
Da lì in poi non sapevamo cosa ci aspettava, tutto quello che avevamo fatto fin ora lo conoscevamo bene, ma da lì in poi sarebbe stato tutto una novità.
Il paesaggio cambiò radicalmente aspetto, la vegetazione si fece sempre più rara e il paesaggio diventò prevalentemente roccioso, con un fascino molto particolare, una breve discesa ci fece perdere qualche metro di quota scendendo dentro un canale tra due pareti dove soffiava un vento che ha richiesto l’uso delle giacche a vento, pensare di essere ad agosto e avere pile e giacca a vento è davvero strano!
Decidemmo di fermarci al passo di fronte a noi per riprendere un attimo le energie, la cima era ancora lontana e già camminavamo da diverse ore.
La Sfinge, un ammasso roccioso che sporgeva dalle pareti del pizzo, ci guardava dall’alto mentre passavamo sotto di essa, la guardiana della montagna che ci da il benvenuto.
Arrivammo al passo e davanti a noi una si apriva una valle con il Lago del Diavolo, lo spettacolo mozzafiato, le nuvole riflettevano le loro ombre sulle valli che scendevano verso il lago, le rocce colorate come coriandoli creavano un effetto unico, ecco cosa mi fa amare la natura, la sua capacità di stupirmi sempre.
Cominciammo a salire verso la cima, il sentiero non era chiarissimo ma riuscimmo a seguirlo senza difficoltà, in alcuni tratti trovammo ancora della neve, la salita cominciava a farsi davvero dura, e le gambe cominciavano a reclamare un po’ di riposo... ma la cima era vicina, stavolta il Pizzo sarebbe stato nostro.
L’ultimo pezzo è stato davvero massacrante, il tratto finale del sentiero era praticamente su roccia, per niente sicura e parecchio scivolosa a causa dell’acqua che veniva fuori da diversi punti, stringemmo i denti un altro po’ e poi finalmente le nostre scarpe camminavano sulla cima del TRE SIGNORI.
Uno spettacolo meraviglioso, la cima con i suoi 2500 ci offriva uno spettacolo da lasciare senza fiato, davanti a noi un panorama vastissimo, noi… più in alto di tutti.
Ci sedemmo con lo spettacolo di ciò che ci circondava e mangiammo i nostri meritati panini, felici di essere lassù, ci godevamo quel silenzio assoluto spezzato solo dal vento, ancora una volta, dopo tanta fatica ci gustavamo il nostro premio, la cima della montagna era nostra, e ci godevamo tutto ciò che essa ci offriva.
Dopo un po’ decidiamo di tornare giù, le forze erano ritornate e la pancia piena,gli occhi sazi da tanto spettacolo, ci rimettemmo gli zaini in spalla, i ragazzi raccoglievano le ultime cose e io mi cominciai a dirigere verso la discesa, ad un tratto un bellissimo stambecco sbucò dall’imbocco del sentiero.
Chiamai i ragazzi dicendogli di fare piano, il vero signore del Pizzo era lì che ci guardava, maestoso con le sue lunghe corna ci guardava a meno di un paio di metri, un emozione unica, lo osservammo per un po’ e lui ci osservò, cercammo di fotografarlo nel modo più discreto possibile, ad un tratto con tutta la sua agilità e potenza scomparve sotto di noi.
Un’emozione unica, una giornata favolosa, la fatica e dopo la conquista e l’amicizia di un gruppo d’amici che non si ferma mai, alla scoperta di una natura in grado di stupire, in fondo è lei la vera protagonista delle mie avventure. August 27 Rifugio benigni 2007Rifugio Benigni.
Dati tecnici Partenza : Cusio - Curva Sciocc. Alt – 1500 msl Arrivo : Rifugio C. Benigni Alt – 2222 msl Sentiero CAI : 108 Difficoltà : Escursionistica Tempo di salita : 2: 00
Per me il rifugio del maltempo…….. Sono andato al rifugio Benigni ben due volte, e per 2 volte il maltempo mi ha accompagnato!
Le foto che metto per questa camminata, non sono state fatte tutte in un'unica escursione, il gruppo è stato costretto a dividersi per cause di forza maggiore, ma presto tornerò a raccontarvi di passeggiate con il gruppo al completo o quasi.
Una bella camminata accompagnata da un cielo che tratteneva la pioggia a stento, con un gruppo ridotto a me e Santi.
La mattina l’aria è sempre un pò fresca, soprattutto in montagna e quindi avevamo anche una certa fretta a cominciare a fare la nostra escursione. Il sentiero era come me lo ricordavo nella precedente escursione, facile e piacevole. Lo consiglio a chi vuole cimentarsi per la prima volta in quest’esperienza .
Andiamo su senza problemi, solo con l’augurio che le nuvole che tappezzano il cielo non decidono di mollare il loro carico proprio sulle nostre teste, ogni tanto però le nubi si spostano e lasciano dare una sbirciatina ai meravigliosi paesaggi che circonda la zona.
Arriviamo al rifugio prestissimo e decidiamo senza pensarci troppo di mettere da parte i nostri panini e gustare un piatto della tipica cucina del luogo, mettiamo a terra gli zaini e cerchiamo di godere del paesaggio, ma con scarsi risultati a causa di una nebbia dispettosa.
Visto che della vista non possiamo goderne, decidiamo di entrare in rifugio e far godere il palato, così ci mettiamo comodi e cominciamo a mangiare con gusto.
E poi la sorpresa…. La nebbia si alza e un branco di stambecchi attraversa lo spazio davanti al rifugio, ce ne sono tantissimi, molti di loro ancora cuccioli, lo spettacolo è bellissimo. Esco fuori per scattare qualche foto e osservarli più da vicino, vederli liberi correre nel loro habitat è davvero una sensazione unica.
Sul posto incontriamo anche un altro gruppo di ragazzi che hanno fatto la nostra escursione ma che vogliono prolungare fino alla non lontana Cima Piazzotti da dove si può ammirare una spettacolare vista sul lago di Trona.
Decidiamo di unirci a loro e c’incamminiamo verso la nuova meta, così tra un cielo indeciso tra il rimanere coperto o no, ci dirigiamo lungo il sentiero che ci porterà alla nostra nuova destinazione.
Per tutto il tratto innumerevoli stambecchi brucavano l’erba e correvano via al nostro passaggio, ho cercato di scattare più foto possibili di quelle splendide creature, ma non sempre riuscivo ad avvicinarmi abbastanza da poter fare una foto che desse loro giustizia.
Raggiunta la cima ci mettiamo comodi e godiamo di quella splendida vista, le nuvole si spostano un attimo e lasciano vedere parte di un paesaggio mozzafiato, i bacini d’acqua visti dall’alto spiccano con il loro colore azzurro tra il verde dei prati e vari colori della roccia, le cime più alte sono ancora innevate e la valle sottostante scompare dentro un bosco rigoglioso... davvero uno spettacolo.
Torniamo indietro, dirigendoci prima verso il rifugio, passando dal bellissimo lago Piazzotti prima nascosto dalla nebbia, e poi proseguiamo verso valle per concludere la nostra gira al solito primo bar per la rituale birra di fine giornata.
Un’altra splendida camminata, e ne ho ancora tante da raccontarvi, ma sono un po’ rimasto indietro, colpa della pigrizia che per fortuna non mi accompagna in montagna, ma prometto che presto metterò le foto mancanti e i racconti delle splendide camminate fatte, la voglia di condividere con chi legge queste righe le mie avventure è tanta, quasi al pari della mia voglia di stare sui monti.
Alla prossima….. July 26 Rifugio S. MarcoRifugio S. Marco.
Dati tecnici.Partenza: Averara – Alt. 650 m s.l.mArrivo: Rifugio S. Marco – Alt. 1830 m s.l.mSentiero CAI : 113Durata ore : 2:30Difficoltà : Escursionistica.Le gambe sono allo stremo,guardo avanti,stringo i pugni sugli spallacci dello zaino,come se potessi alleggerire quel peso.Abbasso la testa.Respiro.Il Gigante mi guarda,lì davanti a me,è imponente, sembra voler sfidare il cielo,ai suoi piedi boschi e vallateriveriscono tanta maestosità.Dalla sua cima guarda il mondo che corre freneticomentre tra le sue pietre il tempo si è fermato.I miei pensieri si confondono con il silenzio,il mio respiro diventa vento,il mio sudore acqua di ruscello.I passi si muovono verso la cima,gli occhi inseguono la viacercando la conquista.La stanchezza mi pervadegli spazi si dilatano.Nella mia testa la vetta,nel mio cuore il coraggiomi fondo con la natura.Dentro di mela quiete degli alberie l’impetuosità dei torrenti,la passione che bruciacome il calore del sole,la tenacia della pietra.Lo sguardo si perde negli spazila fiamma della faticache incendia i miei muscoli,annega nell’entusiasmo della conquistal’inebriante sensazione di muovere i miei passisul tetto del mondoPoi la cimae il mondo sotto di me.Salvo.
Questa volta non è il solito racconto, mi sono improvvisato poeta, e per questo chiedo scusa a chi poeta lo è davvero.
Il percorso fatto questa volta mi ha un po’ deluso perché il rifugio sorge accanto alla strada provinciale, quindi all’arrivo abbiamo trovato auto e tanta gente, cose da cui fuggo, quando vado in montagna.
Il tragitto che va da Averara fino alla diga è in ogni modo molto bello. Il mio consiglio per chi decide di fare questo percorso è di fermarsi al bacino artificiale e godersi lo spettacolo che esso offre.
Mi reputo molto fortunato a godere dell’amicizia che lega noi ragazzi. La meta ci ha un po’ deluso, ma insieme ci si diverte sempre.
Purtroppo non si ha sempre la possibilità d’essere tutti, ma il gruppo è sempre quello…. Ambro, Giasty, Santi, Simo ed io…. Sarò sempre grato per tutto ciò che mi hanno insegnato e per la loro amicizia e poi hanno davvero tanta pazienza… sempre lì ad aspettarmi e a farmi coraggio (a parte Giasty che mi prende in giro, ma tanto poi io mi vendico).
Alla prossima.
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